Viterbo – (s.s.) – Istruzione tra precariato e trasferimenti.
La sezione viterbese della Uil scuola ha inaugurato stamani il nuovo anno, con l’incontro “Prospettive e interventi per il nuovo anno scolastico”.
Stipendi sempre più bassi, trasferimenti inappropriati e problematiche amministrative sono tra i principali temi che sono stati trattati, sotto la moderazione di Daniele Camilli.
A parlare per primo è stato Massimo Pistilli, responsabile dell’ufficio legale Uil scuola Viterbo e che ha concentrato l’attenzione sull’imminente sentenza della Cassazione a proposito dei ricorsi sui contratti a termine dei docenti e del personale Ata.
“Il 18 ottobre sarà una data importantissima – ha spiegato Pistilli – sia per l’istruzione che per il precariato scolastico.
Arriva a compimento un discorso iniziato nel 2006 e partito proprio da Viterbo, visto che i primi lavoratori che hanno presentato un ricorso sono stati quelli della Tuscia.
E’ vero che nel corso degli anni c’è stata una grande operazione di assunzione a tempo indeterminato, ma quest’ultima non si può ancora considerare soddisfacente.
Prima della sentenza possiamo dire che a oggi la scuola ha tante problematiche e che noi come Uil Viterbo ci impegneremo al massimo per far rispettare i diritti dei nostri assistiti.
Il problema principale è che la scuola ha bisogno di modernizzazione, ma anche di ‘sburocratizzarsi’ per cominciare ad accettare le sfide del futuro con più vigore”.
Subito dopo le parole di Silvia Somigli, nuovo segretario generale Uil Scuola Viterbo.
“Cercheremo di dare una nuova impostazione – ha precisato Somigli – e di apportare uno spirito positivo, propulsivo e dinamico.
Bisogna mettere le persone al centro del nostro operato, per sostenere a tutto campo tutti coloro che lavorano nel campo dell’istruzione.
Occorre soprattutto difendere i loro diritti quando vengono calpestati, che poi è l’obiettivo principale di un sindacato: tutela della persona, vicinanza sindacale e legale.
Uno dei problemi principali che abbiamo affrontato in estate è stato quello dei trasferimenti di cattedra dei docenti viterbesi, spediti verso destinazioni assurde e molti dei quali almeno per quest’anno insegneranno a Viterbo.
Altro problema da affrontare è poi quello relativo al personale non docente, che è in sofferenza e che dopo la legge del 2015 è stato trasformato in un bancomat.
Gli assistenti amministrativi sono carichi di lavoro, così come i collaboratori scolastici che risultano spesso troppo pochi.
Nel viterbese abbiamo 45 scuole e in media il personale Ata e di dieci unità a istituto. La presenza è forte ma la tutela è debole”.
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