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Acquapendente - Truffa all'Inps - Notizia diffusa dal quotidiano La città di Salerno del gruppo Espresso

Sindaco Ghinassi indagato: “Stiamo parlando del nulla”

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Angelo Ghinassi

Angelo Ghinassi

Acquapendente – (g.f.) – Truffa all’Inps per 700 milioni, sarebbe indagato anche Angelo Ghinassi, ex funzionario alla pianificazione e controllo di gestione e direttore centrale vicario, oggi sindaco di Acquapendente.

Lo riporta il quotidiano online La città di Salerno del gruppo Espresso, citando anche l’accusa: falso e truffa aggravata.

Funzionari avrebbero “gonfiato” pratiche per ottenere incentivi e otto dirigenti in servizio a Roma, sarebbero indagati insieme a 73 funzionari e ispettori, per mancato controllo.

L’indagine da Salerno adesso passa a Roma e torna d’attualità. Ma Ghinassi respinge al mittente le accuse: “Stiamo parlando del nulla – spiega Ghinassi – non ho ricevuto nulla, apprendo tutto tramite stampa. Adesso che l’indagine è passata a Roma, vorrei andare a parlare, essere ascoltato”.

Tutto parte dalla Campania. “Da Nocera Inferiore – dice Ghinassi – da verbali della vigilanza ispettiva Inps ritenuti sovrastimati come valore. L’impianto accusatorio è che con questi dati non veritieri, sono poi stati liquidati incentivi agli ispettori.

Per quanto mi riguarda, lavoravo al controllo gestione, il servizio che erogava gli incentivi. Ma non avevo la possibilità d’effettuare controllori. I documenti cartacei erano depositati nelle direzioni provinciali, preposte alla verifiche.

Noi non avevamo nemmeno accesso al sistema informativo che conteneva le informazioni”.

L’inchiesta è partita da tempo: “Tre anni fa – continua Ghinassi – e si sta trascinando. Ora passa alla procura di Roma. Spero che prima o poi si chiarisca e si arrivi all’archiviazione. S’immagini che gli ispettori, a fronte di quei verbali hanno percepito incentivi ridicoli. Nell’ordine di 10, 20, o 30 euro. Stiamo parlando del nulla”.

Il nome di Ghinassi è già uscito nei mesi scorsi. “Non è la prima volta – ricorda il sindaco – anche durante la campagna elettorale è successo. Era aprile, poi il nulla e oggi riemerge. È tutto molto fastidioso. Trovo avvilente come si amministra la giustizia, ma io ho comunque fiducia nell’opera dei magistrati e si arriverà all’archiviazione.

Chi avrebbe commesso questo presunto reato, caricando nel sistema informativo le informazioni, faccio per dire, 10 anziché 5, ci ha ricavato 30 euro in più…”.

I fatti risalgono a ben prima che Ghinassi fosse eletto sindaco, si parla dal 2011 al 2014.

“Oggi amministro Acquapendente – osserva il primo cittadino – e non voglio che il comune sia messo alla berlina in questo modo, con notizie che non hanno fondamenti di significato. Chiederò d’essere ascoltato. O mi mandano un avviso di garanzia, così mi posso muovere, oppure così si è indifesi rispetto alle informazioni che di volta in volta escono.

A mio modo di vedere è una non notizia. Capisco il diritto di cronaca e lo difendo, ma va esercitato con prudenza e le dovute verifiche a monte.

Non c’è la notizia, forse al massimo si tratta di un funzionario poco accorto, o poco altro. In un’azienda che ha 30mila dipendenti”.


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13 ottobre, 2016

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