Viterbo – (g.f.) – Terremoto, scuole chiuse, rilievi per valutare lo stato degli edifici.
A Viterbo la polemica impazza, coinvolgendo da una parte il comune e dall’altra la provincia. A palazzo dei Priori hanno chiuso fino a oggi gli istituti per consentire i sopralluoghi. Effettuati con le schede Aedes. La provincia, invece, le scuole di competenza le ha lasciate aperte. Verifiche effettuate durante il ponte e non utilizzando moduli AeDes.
Perché non necessari, dicono in provincia. Lo sono eccome, replicano in comune. Trattandosi di rilievi dopo un evento sismico, non è differenza da poco.
Il dipartimento protezione civile della presidenza del consiglio dei ministri, il 3 settembre ha emanato una circolare che ha per oggetto: “Sisma Italia centrale agosto 2016: procedure operative, strumenti di rilievo e gestione per il censimento danni e l’agibilità delle costruzioni”.
Si riporta la procedura: “I sopralluoghi su edifici ordinari devono essere effettuati utilizzando la scheda di rilevamento AeDes, sulla base di quanto previsto dal relativo manuale di compilazione”.
È specificato che non si stratta di una verifica d’idoneità statica, ma consente di verificare che: “Le condizioni di sicurezza sull’edificio antecedenti al sisma non siano state sostanzialmente alterate a causa dei danni provocati dal sisma stesso. Il giudizio “agibile” significa che a seguito di una scossa successiva d’intensità non superiore a quella per cui è richiesta la verifica, sia ragionevole supporre che non ne derivi un incremento significativo del livello di danneggiamento generale”.
Trattandosi d’emergenza a carattere nazionale: “Si ribadisce che per l’esecuzione di sopralluoghi di agibilità, questa direzione di comando e controllo protezione civile si avvale di tecnici, accreditati esclusivamente da questa struttura, in possesso di requisiti d’idoneità conformi a quanto disposto dai decreti”.
Quindi il modello AeDes non tutti lo possono compilare. A Viterbo l’ordine degli ingegneri ha formato 38 giovani professionisti, già impiegati nei giorni immediatamente successivi al sisma del 24 agosto scorso.
L’informativa del ministero è indirizzata ai direttori protezione civile di Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria.
“S’invitano codeste regioni – si chiude la lettera – a veicolare l’informativa a tutte le proprie strutture interessate, compresi gli enti locali, ed effettuare, d’intesa con la scrivente, un efficace monitoraggio ai fini della corretta applicazione della procedura”.
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