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Viterbo - Sanità - Sono seguiti a Belcolle - Il dottor Massimo Sassara, che dirige il reparto di Elettrofisiologia: "La situazione è sotto controllo"

Defibrillatori difettosi, 60 pazienti sotto osservazione

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Viterbo - L'ospedale di Belcolle

Viterbo – L’ospedale di Belcolle

Viterbo – Defibrillatori difettosi, 60 pazienti sotto osservazione.

Sono circa 60 i pazienti seguiti a Belcolle e richiamati per dei defibrillatori prodotti dalla multinazionale americana St Jude medical che sarebbero difettosi per un “prematuro esaurimento delle batterie”.

L’azienda ha diramato l’allerta, ma nel capoluogo, come spiega il dottor Massimo Sassara, che dirige il reparto di Elettrofisiologia a Belcolle, la situazione è sotto controllo.

“Il problema – dice il medico – riguarda non i pacemaker ma i defibrillatori.

La marca è quella della St Jude medical che è una multinazionale assolutamente importante. Hanno avuto un problema di esaurimento precoce della batteria su un lotto di defibrillatori.

Non è un problema italiano o di Viterbo, ma mondiale, trattandosi appunto di una multinazionale.

Attualmente, sono stati impiantati, nel mondo, 398mila 740 dispositivi che rientrano, ipoteticamente, in questo problema, ma la scarica precoce è stata evidenziata solo in 840 e cioè lo 0,21 per cento, un numero piccolissimo”.

Il ministero della Salute ha diramato una nota informativa con le raccomandazioni per la gestione dei pazienti. “Li stiamo richiamando. Ci sono comunque dei casi da distinguere: se il paziente è pacemaker dipendente – perché il defibrillatore è in grado di fare anche da pacemaker – e vivono solo grazie a questo dispositivo, è chiaro che quelli vanno sostituiti. A Viterbo sono circa 5, due già li abbiamo fatti e ora passeremo agli altri.

Quelli in cui è stato messo per un rischio teorico di un’aritmia, vengono controllati e quelli in cui si è già intervenuto perché c’è stata un’aritmia, li valutiamo caso per caso, perché eventualmente, con la sostituzione, esponiamo il paziente a rischio di infezione o rigetto, anche se la prima volta non ci sono stati. Valutando costi e benefici, ci comportiamo in questa maniera.

Il dottor Sassara invita alla calma. “Abbiamo richiamato tutti i 60 pazienti, attraverso un allarme, per cui il paziente avverte nella sede del dispositivo una vibrazione. Quello significa che è iniziata la riserva. Il paziente può contattare l’unità di Elettrofisiologia da lunedì al sabato, perché c’è sempre qualcuno di noi. La domenica, abbiamo fatto un avviso al pronto soccorso e ai colleghi della medicina e della chirurgia, per provvedere al ricovero del paziente e poi intervenire con assoluta tranquillità.

Queste problematiche – conclude Sassara – sono capitate a tutte le aziende e non ci sono solo adesso. Le abbiamo affrontate già altre volte. E’ come per i telefonini o le macchine, quando capita di essere richiamati per un difetto.

E’ tutto sotto controllo e ci tengo a dire che abbiamo un buon rapporto coi pazienti e il 99 per cento delle volte, se non il 100, sono io in prima persona a parlarci per spiegare con serenità ciò che accade”.

 


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21 novembre, 2016

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