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Economia - Viterbo - Apre in via Galvani un'insalateria - I proprietari: "A 44 anni ci siamo reinventati lasciando i nostri vecchi lavori, da noi si mangia come a casa di un amico"

Frutta, amore e “Lattughino”…

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Lo staff del Lattughino

Lo staff del Lattughino

I prodotti del Lattughino

I prodotti del Lattughino

Il Lattughino

Il Lattughino

I prodotti del Lattughino

I prodotti del Lattughino

I prodotti del Lattughino

I prodotti del Lattughino

I prodotti del Lattughino

I prodotti del Lattughino

I prodotti del Lattughino

I prodotti del Lattughino

I prodotti del Lattughino

I prodotti del Lattughino

Il Lattughino in via Galvani

Il Lattughino in via Galvani

Lo staff del Lattughino

Lo staff del Lattughino

Viterbo – Frutta, amore e Lattughino…

Più che un modo di mangiare è uno stile di vita, e di vivere. Al Lattughino in via Luigi Galvani a Viterbo è quasi come andare a pranzo ai bordi di un orto, con gli odori della frutta e della verdura fresche che ti circondano.

Sembra di entrare a casa di un amico per una pausa rilassante in cui mangiare cibo sano tra due chiacchiere allegre. Come fosse sempre un po’ estate, anche se fuori piove e c’è il vento.

L’idea nasce a Eleonora Regis e Francesco Vincentini, amici da una vita. Spaccati i 44 anni decidono che è ora di dare una svolta. Si reinventano e cambiano quel loro modo di vivere che ormai gli andava stretto. Con coraggio, perché non è mai troppo tardi per ricominciare “a essere felici”.

“Francesco – racconta Eleonora Regis – era un pittore edile, abbastanza affermato, io un’insegnante precaria. Lui si era stancato e io, con le nuove leggi, lavoravo sempre meno. Volevamo fare qualcosa che ci permettesse di stare a contatto con la gente, tipo un bar o un locali del genere.

Un giorno, Francesco è andato in un’insalateria a Viareggio, ed è lì che gli si è accesa la lampadina. Mi ha chiamata subito. Nel gruppo dei nostri amici, noi siamo “quelli delle verdure”, per cui era convinto che l’idea di aprire un locale in cui mangiare insalate, ci sarebbe riuscita benissimo”.

Nasce così il Lattughino. “Sono andata dal mio amico Matteo, che fa i tatuaggi, è gli ho chiesto di dare un nome e un volto all’insalateria.

Lui ha iniziato a tirare fuori nomi inglesi, tipo “green food”, ma io volevo qualcosa di italiano, di nostro. Quindi siamo passati a Rughetta e Signor lattuga. C’eravamo quasi… e così è arrivato Lattughino e poi il logo di questa insalata col sorriso”.

Semplice la filosofia di base del locale. “E’ un posto – continua Eleonora Regis – in cui la gente deve respirare il profumo di cose buone e percepire l’energia positiva. E’ un po’ come entrare a casa di un amico che non è cuoco, e che non vuole esserlo, per cucinare insieme e creare il tuo piatto”.

Con ingredienti sani. “I nostri prodotti sono tutti a km zero di aziende locali, dove noi andiamo ogni mattina per prendere i materiali freschi: dalla frutta alla verdura, ai formaggi.

Laviamo l’insalata foglia per foglia e la tagliamo di fronte al cliente, senza prepararla prima per darle quel sapore e quella croccantezza che solo una cosa fatta al momento può avere.

Il menù poi, prevede oltre alle insalate, anche le vellutate, che cambiano quotidianamente con verdure che lavo e sminuzzo, e che vengono accompagnate da crostini, parmigiano e olio a crudo, e le centrifughe. Entrambi con prodotti di stagione. Poi lo yogurt greco e i dolci come la torta di carote e la sbrisolona alle mele con le ricette della nonna.

La cucina è a vista per cui tutto è sotto gli occhi dei clienti. Ogni cosa viene cotta al forno o al vapore, le verdure sono grigliate. Ok i robot, che cucinano per noi, ma sentire i pezzi freschi di verdura nei piatti ha un valore e un sapore di tradizione che va al di là di tutto. E’ il segno dell’amore per la cucina”.

L’attività ha inaugurato ad agosto. “Con me e Francesco, ci sono anche Vincenzo ed Elena. Siamo un team collaudato in cui ognuno svolge in maniera coordinata il suo ruolo e ciò che ci gratifica di più è la gente.

La gente che entra nel nostro locale è bella, perché ha un’energia positiva che si vede dalla faccia e che è poi lo spirito con cui abbiamo creato il locale.

Anche se qualcosa va storto al lavoro, se la giornata è iniziata male, da noi è come andare da un amico e ci si dimentica di tutto, ritrovando un momento di relax. Una coccola”.

Si pensa quindi al futuro. “Siamo passati da 32 posti a 50, facciamo consegne a domicilio e pensiamo magari a un franchising o a una serie di gadget col volto del nostro lattughino.

A 44 anni – conclude Regis – ci siamo rimessi in gioco. Nessuno voleva assumersi questo rischio, di prendersi la responsabilità di aprire una nuova attività. Poi c’è chi ha creduto in noi e adesso il sorriso della gente è quello che ci ripaga di più”.


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28 novembre, 2016

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