Viterbo – (g.f.) – “La morte di un intellettuale lascia sempre un segno profondo”.
Inizia così il ricordo dello scrittore viterbese Giorgio Nisini, per la morte di Massimo Onofri. O meglio, siccome il critico letterario non è morto, il ricordo di Nisini, come se Onofri fosse dipartito.
In gergo giornalistico si chiamano coccodrilli. Il primo è stato pubblicato in una rubrica per Nuovi Argomenti.
I coccodrilli sono scritti in cui si ripercorre la vita di una persona, possibilmente famosa, che ha lasciato la vita terrena. Nisini inaugura un filone nuovo. I coccodrilli preventivi. Ritratti di persone in vita, amici e maestri dello scrittore, come se non ci fossero più.
Sotto un certo punto di vista, nulla di nuovo. In giornali importanti, per determinate personalità, si usa scriverli. La novità semmai, è pubblicarli… anticipando i tempi.
Nisini spiega il perché: “Dare voce a scrittori che avranno voglia di raccontare, nell’ironia di una morte simulata, le possibilità e i destini che si nascondono nella vita dei propri maestri”.
Con un’avvertenza: “Ogni morte immaginata è frutto di pura fantasia”.
Precisazione non scontata.
Postando il primo coccodrillo sul suo profilo Facebook, più di uno ci ha messo un po’ a capire che si trattava di un coccodrillo preventivo.
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