Viterbo – “Partecipazione altissima e sciopero pienamente riuscito. Al punto che la Sala Bingo di via Garbini è stata chiusa per tutta la durata del turno”. A dichiararlo è Elvira Fatiganti, segretario generale della Uil Tucs di Viterbo, il sindacato che ha organizzato lo sciopero.
“Uno sciopero – spiega Elvira Fatiganti – contro i licenziamenti coatti, oltre 150 in tutta Italia, che la società spagnola Oper Bingo, facente capo al gruppo Codere, vorrebbe imporre ai lavoratori perché sono aumentate le tasse previste dalla legge di stabilità del governo Renzi, così come i costi per il rinnovo delle concessioni”.
– Lo sciopero al bingo – slide
“La crisi è per tutti – prosegue Fatiganti – dunque non si capisce perché a pagarla devono essere sempre i lavoratori. Purtroppo la fase sindacale si è conclusa con un mancato accordo perché il sindacato ha detto no ai licenziamenti coatti. Si apre ora la fase ministeriale, il cui primo incontro è previsto per il prossimo 16 novembre con il ministero del Lavoro a fare da intermediario. Fase ministeriale che si concluderà il prossimo 27 novembre data entro cui, speriamo tutti, si dovrebbe raggiungere un accordo accettato anche dai lavoratori”.
Uno sciopero durato 6 ore. Dalle 21 alle 3 del mattino, a cavallo tra la notte dell’8 e quella del 9 dicembre, con i lavoratori del Bingo rimasti “fuori dai cancelli” fino alla fine. Molti con famiglie e figli. In modo pacifico e deciso.
Con loro Elvira Fatiganti e le Rsa della Uil Tuscs, Valentina Urbani e Domenico Batessa.
“Non solo per dire no ai licenziamenti coatti – ha detto il segretario generale della Uil Tucs Viterbo – ma anche per rivendicare la dignità del lavoro e i diritti dei lavoratori. Non devono essere sempre i lavoratori a rimetterci. E rimetterci, per un lavoratore, significa vedersi ridurre lo stipendio o perdere il posto di lavoro. Significa non sapere più come andare avanti o come garantire istruzione e futuro ai propri figli. Significa, per il territorio, perdere un valore aggiunto. Perché i lavoratori sono il valore aggiunto del nostro paese. Il valore aggiunto, fondamentale e fondante, di una repubblica democratica come la nostra, fondata sul lavoro e dove i diritti dei lavoratori hanno e devono continuare ad avere un ruolo di primo piano, il punto di riferimento.
Altrimenti è la stessa democrazia a perdere. Lo sciopero dell’altra notte è stata anche una grande prova di solidarietà di cui ringrazio tutti i lavoratori. Insieme – conclude Elvira Fatiganti – continueremo a lottare, fino alla fine”.
Lo sciopero al Bingo di via Garbini
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