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Viterbo - Pietro Benedetti nei panni di Alfio Pannega l'8 dicembre alle 13

“Allora ero giovane pure io” in scena all’agriristoro Aralia

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Pietro Benedetti

Pietro Benedetti

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Giovedì ancora con Alfio Pannega per un pranzo di teatrogastronomia.

Mangiare bene con la sapienza delle erbe spontanee e ortaggi poveri il tutto accompagnato da una campagna incontaminata, la poesia in ottava rima e l’amore per gli animali “Allora ero giovane pure io “di e con Pietro Benedetti e la ricerca gastronomica di Marilina Fravolini.

L’evento si terrà all’agroristoro Aralia l’8 dicembre alle 13, strada Sterpaio, Viterbo.


Una scelta inusuale

Un uomo ai margini della società: un senzatetto.
Chi mai si sognerebbe di portare in scena uno spettacolo del genere?
Un folle o un uomo dalla forte intuizione.

Una travagliata e poetica vita

Pietro Benedetti coglie il valore pedagogico nella vita di Alfio Pannega.
L’attore riporta in vita il personaggio interpretandolo con empatia ed entusiasmo attraverso un monologo a copione aperto rivolto ai ragazzi delle scuole superiori, offrendo spunti di riflessione e arricchimento culturale.

Allora ero giovane pure io

“Allora ero giovane pure io” dice Alfio con il sorriso e la vitalità di un ventenne a settant’anni.
Questo singolare personaggio ci insegna che la giovinezza non conosce età: l’importante è come si è dentro.
Poeta d’osteria, i versi danteschi che cita a memoria sono frutto di un incondizionato amore per i libri e la letteratura.

“Ma questa campagna io la vedo abbandonata, non so se così si può andare avanti”.

Dalle poesie di Alfio traspare amore per la natura e per la vita, meravigliosa seppur travagliata.
Alfio credeva nel rispetto e nella protezione di quel frammento di natura che nasce nel cemento, sosteneva la salvaguardia dell’ambiente, vivendo in simbiosi con i suoi fedeli animali.

Intimo legame

Il personaggio è figlio di un altro popolare personaggio viterbese La Caterinaccia, conosciuta in città per la sua impertinenza e forza che l’hanno fatta resistere e crescere un figlio in una vita di stenti.
Nello spettacolo emerge la loro piccola, intima quotidianità.
Nelle parole di Alfio mamma è sinonimo d’amore, e per l’amore non esistono fame o povertà.
L’amore può essere un cane che riscalda un bambino nel freddo di una grotta.

V C/E Istituto Magistrale Santa Rosa – Viterbo


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6 dicembre, 2016

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