Viterbo – Autoservice, la Cassazione: “Niente riassunzioni”.
La Francigena non era obbligata a riassumere i nove lavoratori dell’Autoservice, impiegati del parcheggio del Sacrario.
A stabilirlo è la sentenza della Cassazione che conferma quella della Corte d’appello che aveva ribaltato la sentenza di primo grado del tribunale di Viterbo.
La vicenda inizia nel 2009 per cessazione dell’attività della cooperativa Autoservice per il mancato rinnovo da parte del comune di Viterbo dell’appalto di gestione dei parcheggi comunali. Servizio poi affidato alla società “in house”, ossia la Francigena.
Col licenziamento dei nove lavoratori, partì il braccio di ferro per il reintegro.
Una sentenza, quella di primo grado, diede ragione ai lavoratori, mentre la corte d’Appello ha ribaltato la decisione e i dipendenti si affidarono quindi alla Cassazione. La sentenza del 6 dicembre respinge il ricorso dei lavoratori che si fonda su sei punti di presunta illegittimità.
“Il passaggio dei dipendenti dal precedente appaltatore al nuovo subentrato nell’appalto medesimo – si legge nella sentenza – (in assenza, giova ribadire, di contestuale trasferimento di non trascurabili strutture materiali organizzate o, almeno, di know how e/o di altri caratteri idonei a conferire autonoma capacità operativa a maestranze stabilmente coordinate e organizzate tra loro) non è automatico né forma oggetto di diritto acquisito in capo ai lavoratori del vecchio appaltatore, non esistendo alcuna norma di legge che lo stabilisca.
E se tale passaggio di personale non è automatico, ciò vuol dire che necessita pur sempre di apposite concordi dichiarazioni di volontà delle imprese e 7o della stazione appaltante. Ma è pacifico – continua – che nel caso di specie tali concordi dichiarazioni di volontà sono mancate”.
Quindi: “La Corte – conclude la sentenza – rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti a pagare le spese del giudizio di legittimità”.
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