Viterbo – Confermato il successo del cammino sulle Vie dell’esilio di Santa Rosa anche in occasione del 766esimo anniversario.
Circa cento persone, infatti, ieri, nonostante il freddo e il cielo coperto, si sono avventurate attraverso i boschi dei Monti Cimini per rievocare l’esilio della Santa patrona di Viterbo avvenuto il 4 dicembre 1250 quando questa, cacciata da Viterbo, si recò prima a Soriano nel Cimino e poi a Vitorchiano prima di rientrare a Viterbo (fotogallery – slide).
Panorami meravigliosi arricchiti dai colori autunnali, con le felci e i pungitopo fioriti, in un percorso naturalistico, culturale e religioso di rara bellezza tra boschi, sorgenti e emergenze archeologiche.
Ad accompagnare il gruppo la guida naturalistica, escursionistica e ambientale, Anna Rita Properzi. Un percorso che si è snodato tra le fustaie di faggio, querceti e castagneti cedui, da Viterbo a Soriano nel Cimino quasi interamente all’interno dei boschi attraverso un morbido tappeto di foglie ingiallite fino alla chiesetta della santissima Trinità.
Prima della partenza una Santa Messa e la benedizione con la reliquia di San Francesco impartita dal parroco Agostino Mallucci ofm. Pranzo a cura di Clelia Picanò dei Sapori d’Italia Via Garbini a Viterbo. Rientro a Viterbo con il caratteristico trenino Atac ex Roma Nord, dopo il brindisi natalizio di Piazza Vittorio Emanuele a Soriano nel Cimino.
La manifestazione è stata organizzata dall’Associazione culturale Take Off con il patrocinio dei Comuni di Viterbo, Soriano nel Cimino, Vitorchiano, Sodalizio Facchini di Santa Rosa, Basilica di San Francesco, Associazione Gea – Gestione e educazione ambientale.
Silvio Cappelli
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