Viterbo – Titolo legale regolarmente e immediatamente riconosciuto e una figura che non ha paragoni in tutta Italia. E’ il narratore di comunità.
Imparare facendo, sperimentando direttamente sul campo. Un master dell’Università degli Studi della Tuscia che inizierà a partire da gennaio.
Antonello Ricci, fondatore della Banda del Racconto che ha creato e sviluppato la figura del narratore di comunità e docente del Master, va dritto al punto: “si tratta di un’esperienza unica in Italia. Non solo sul piano del metodo, ma anche della spendibilità del titolo”. Per iscriversi c’è tempo fino al 30 dicembre.
Un titolo legale, una figura, quella del narratore di comunità, riconosciuto dallo Stato
“E’ così – dice Ricci – . L’aspetto importante è anche questo. L’aspetto lavorativo, la spendibilità sul mercato del lavoro. Innanzitutto si acquisisce una professionalità legalmente riconosciuta. Con il Master in narratore di comunità, si diventa narratore di comunità a tutti gli effetti.
E con questo titolo ci si può subito proporre per progettualità territoriali finanziate con fondi europei, come ad esempio il programma di sviluppo rurale. Di fatto, con il Master, stiamo creando i nostri stessi competitor, perché anche noi di mestiere facciamo i narratori di comunità. Prepariamo gli allievi che fin da subito potranno cucinare a puntino i maestri… – sorride compiaciuto Ricci -. Si tratta poi di un’esperienza unica nel panorama nazionale, non solo accademico. Il tutto sul nostro territorio, per la crescita del territorio. Un’occasione che non va persa. Un master che nasce anche da Viterbo, dalla Tuscia e che ad oggi rappresenta un punto di riferimento”.
Quanto costa?
“Cinquecento euro. Praticamente un terzo rispetto ad un qualsiasi altro master. Con l’opportunità – ripeto – di proporsi subito per un lavoro”.
Cosa faranno gli studenti durante il Master?
“Esperienza, vivere l’esperienza di ricerca sul campo. Con gli uomini e le storie. Questo è quello che ci caratterizza, l’aspetto che ci qualifica.
Gli studenti sperimenteranno sul campo un metodo, vivendolo in prima persona. Il tutto, in compagnia di un’equipe, un’intelligenza collettiva.
Un gruppo che trasmette da anni un sapere. Con me, ci saranno anche un antropologo, un attore, un editore, un pianificatore territoriale, un comunicatore professionista. La forza dell’esperienza costruita insieme, in tanti anni. Non siamo una somma di persone, ma un gruppo che ha affinato un mestiere che vogliamo trasmettere agli altri”.
Ecco, cos’è il narratore di comunità?
“Questo mestiere consiste nel patrimonializzare le identità territoriali, “vendendole” in due direzioni: una alla comunità come forma di valore, una all’accoglienza turistica per far crescere tutto il territorio e creare nuova occupazione”.
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