Grosseto – Riarrestati i banditi che rapinarono la Carivit a Bassano Romano. I due sono stati individuati per aver messo a segno un’altra rapina a Grosseto, con gli stessi metodi utilizzati per quella nel comune della Tuscia.
Quattro uomini – tra cui i due rapinatori della Cassa di Risparmio viterbese -, di età compresa tra i 42 e i 57 anni, nel febbraio 2014 sono entrati in un laboratorio orafo di Grosseto con le pettorine della Guardia di Finanza, tesserini e distintivi falsi, spacciandosi per agenti delle Fiamme Gialle che stavano effettuando controlli e ispezione.
I malviventi – come scrive il Tirreno – avrebbero prima fatto allontanare un fornitore e un cliente che erano all’interno del laboratorio; poi avrebbero rinchiuso il titolare in bagno, legato e imbavagliato con nastro adesivo, fascette in plastica e manette. Poi si sono mossi e allontanati indisturbati, portando via dalla cassaforte gioielli per un valore di oltre 561mila euro.
Agli autori della rapina gli agenti sono arrivati grazie all’indagine sul colpo simile alla Carivit di Bassano Romano: il 30 luglio 2014 due dei quattro banditi, fingendosi sempre finanzieri, portano via dalla Cassa di Risparmio 188mila euro. I due rapinatori vengono fermati a settembre dello stesso anno, a seguito di una brillante operazione dai carabinieri di Viterbo.
Dei malviventi fermati ieri dalla squadra mobile toscana e accusati di rapina pluriaggravata e sequestro di persona, due sono agli arresti domiciliari e un altro si trova in carcere per altri reati.
Fotocronaca: Il materiale sequestrato e i rapinatori in azione – slide – Video: Il colonnello Conte: “Prenderemo anche il terzo rapinatore” – Le immagini della rapina
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