Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il prossimo 23 gennaio il Brasile ricorderà un figlio della nostra terra in occasione del centenario della nascita: Giuseppe Confaloni di Grotte di Castro, 23 gennaio 1917.
Un grande Paese come il Brasile dedicherà al Confaloni una serie di avvenimenti artistici, che saranno poi portati anche in Italia all’ Ambasciata di Roma, per celebrare quest’uomo che con il suo impegno missionario, artistico e culturale ha lasciato un segno indelebile nella cultura brasiliana.
Ammesso alla scuola del Convento di San Marco a Firenze nel 1927, entrò nell’ Ordine Domenicano nel 1939 e su dispensa speciale di Papa Pio XII, avendo terminato gli studi con due anni di anticipo, celebrò la sua prima Messa nella Chiesa di San Pietro Apostolo a Grotte di Castro nella prima domenica di Ottobre.
La sua formazione ecclesiastica avvenne alla scuola dei Domenicani di Firenze e quella artistica all’ Accademia di Belle Arti della città toscana, all’ Istituto Beato Angelico di pittura a Milano, all’ Università di Brera, alla Scuola di pittura Michelangelo a Roma.
Importanti furono le frequentazioni con gli artisti del tempo come Baccio M. Bacci, Carlo Carrà, Ottone Rosai e l’insegnamento di Primo Conti che aprì nuove prospettive alla sua arte.
Ma la svolta decisiva della sua vita doveva avvenire a Roma con l’incontro con il vescovo dello stato del Goias in Brasile, Candido Penzo, che lo invitò nella sua diocesi per affrescare la chiesa del Rosario dove giunse il 27 ottobre 1950.
Fu questo l’inizio del suo apostolato in Brasile dove svolse il ministero pastorale prima nella parrocchia di San Giuda Taddeo a Goiania, ideando e costruendo la chiesa totalmente a sue spese e successivamente nella povera e abbandonata parrocchia di Botafoco a Neropoli. Nel contempo riuscì a svolgere la sua attività artistica lasciando opere pittoriche in molte chiese, edifici pubblici e dipinti sparsi oltre che in Brasile negli Stati Uniti e molti Paesi Europei.
Il suo amore per l’arte lo portò a fondare a Goiania una Scuola di Belle Arti e quindi la facoltà di Architettura nella quale tenne la cattedra di disegno plastico.
L’impronta artistica che Confaloni ha lasciato nella cultura brasiliana segna un profondo solco artistico che ha alimentato e ingigantito l’arte in questo grande Paese assetato di sapere.
E proprio per ricordare e magnificare l’attività di questo grande artista che il governo brasiliano ha inviato in Italia, nel corso del 2016, due gruppi di studio, sotto la direzione del maggior conoscitore del Confaloni, José Peixoto da Silveira jr (Px Slveira) per inventariare ed analizzare le opere presenti nel nostro Paese e per conoscere i luoghi della sua infanzia e della sua formazione ecclesiastica ed artistica.
Al Confaloni nello scorso anno è stato dedicato un francobollo e sono in corso di stampa due libri ed alcune monografie dei suoi lavori.
Il prossimo 23 gennaio, nel giorno dell’anniversario, si terrà la Santa Messa nella chiesa di San Giuda Taddeo a Goiania nella cappella in cui è sepolto che si trova nelle fondamenta della Chiesa.
Le celebrazioni che si protrarranno per tutto l’anno 2017 prevedono il 30 gennaio l’apertura di uno “Spazio Confaloni” presso il Pucdell’Università di Goiania con la presentazione del catalogo della mostra internazionale, di un catalogo pedagogico per bambini e di un catalogo generale con le foto di tutti i lavori del Confaloni. Sarà inoltre presentato nell’aula della Facoltà di Architettura, dove teneva le lezioni, la riedizione dell’album, da Lui pubblicato nel 1966, con 40 suoi quadri.
Nel mese di giugno l’apertura della mostra internazionale al Centro Culturale “Oscar Niemeyer” nel Museo di Arte Contemporanea del Goias. Questa mostra sarà poi trasferita in Italia ed esposta nel mese di Novembre presso l’Ambasciata del Brasile in Roma.
Nel mese di Ottobre poi sarà inaugurato il “Museo Frei Nazareno Confaloni” nella città di Goias da dove iniziò la sua avventura brasiliana e l’amore per questa Terra così ricca di sentimento e di passione ma anche dura per le terribili difficoltà sociali.
Un uomo, un missionario ed un artista che la sorella Rita vuole ricordare per il Suo amore per il prossimo e per l’arte con grande gratitudine verso il fratello che ha donato la sua esistenza agli altri.
Aldo Quadrani
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