Viterbo – (g.f.) – “Bulicame, comune incapace”. Giulio Marini, consigliere comunale FI ed ex sindaco, è sconfortato dopo un sopralluogo alla zona termale libera.
Recinzione divelta da oltre un anno, vasche secche e sporche e l’associazione che curava l’area, non c’è più.
“Due anni fa – ricorda Marini – proprio in questo periodo c’è stata la rottura del pozzo San Valentino. Da allora, il comune non è stato capace di riportare l’acqua al Bulicame”.
Una perdita per i cittadini e uno spreco di risorse. “In pratica – continua Marini – si è perso tutto l’investimento fatto all’epoca dalla Fondazione Carivit, comune e Università della Tuscia per fare del Bulicame un parco”.
Basta un giro per capire che del parco c’è rimasto poco. “Oggi è ridotto in queste condizioni – prosegue Marini – con la recinzione divelta da un anno senza che sia riparata. Ricordo che ammontava a 130mila euro il progetto Carivit, più le risorse spese dal comune per la gestione”.
A palazzo dei Priori con il termalismo hanno qualche difficoltà.
“L’inerzia dell’amministrazione è vergognosa – continua Marini – e in più è sparita anche l’associazione che amava così tanto questo luogo, così caro ai viterbesi”.
Come se non bastasse: “Avevamo tanto declamato l’habitat cosi particolare che dava ospitalità al rospo smeraldino, – ricorda Marini – ma oggi i rigagnoli che davano la possibilità di vivere a questa specie rara non ci sono più. Alla prossima stagione il rospo sparirà”.
E pure tutto il resto, se rimane com’è oggi, non farà una bella fine.
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