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Ronciglione - Custodite su una pennetta, le conversazioni della donna dimostrerebbero il complotto

Cacciato di casa dalla ex, la registra di nascosto

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Ronciglione – “Ti pago, se mi scavi una buca nel giardino per seppellirci mia moglie”. L’avrebbe detto a un operaio romeno il pensionato 76enne di Ronciglione finito nei guai a causa del fallimento del matrimonio, celebrato nel 2009, con una romena più giovane di lui di 37 anni, che, a detta sua, sarebbe stata interessata solo ai soldi. Lui è l’anziano che l’anno scorso si barricò nella villetta di Ronciglione intestata, dopo le nozze, alla donna, oggi 39enne, minacciando di darsi fuoco se non fosse potuto rimanere: “O io, o nessuno”. 

Finito sotto processo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, la difesa ieri avrebbe dovuto chiedere al gup Savina Poli il giudizio abbreviato condizionato alla trascrizione di alcune intercettazioni ambientali in lingua romena. Intercettazione effettuate di nascosto dallo stesso anziano – che ha usato delle microspie – per tutelare se stesso, temendo che la moglie, proprio con la complicità dell’operaio suo connazionale, gli volesse giocare qualche brutto scherzo.”Le registrazioni dimostrerebbero che i due erano amanti e complottavano su come liberarsi dell’anziano marito alle sue spalle. Siccome i due parlano in lingua romena, per sapere esattamente cosa si dicono, bisogna trascriverle”, spiega Samuele De Santis, che difende il pensionato con l’avvocato Carlo Taormina.

Ma a causa di un inatteso colpo di scena l’udienza è stata rinviata. Non è stato possibile notificare la data del processo alla parte offesa, ovvero la ex moglie, in quanto non vivrebbe più nella “casa familiare” a lei assegnata, che sarebbe stata nel frattempo affitta a terzi dalla donna. Si tratta proprio dell’abitazione al centro della contesa, dalla quale il 76enne è stato allontanato, dopo che la 38enne aveva denunciato di essere stata picchiata, ingiuriata, cacciata di casa e costretta a dormire in macchina dal marito. Una prova a favore della difesa, pronta a presentare istanza di revoca della misura dell’allontanamento: “E’ stata la stessa procura a dimostrare che la presunta parte offesa evidentemente non vive più lì e alloggia altrove”.

Le registrazioni ambientali, gelosamente custodite in una pennetta, dimostrerebbero come la vera aguzzina sia la ex.  “Confido nella giustizia – ci tiene a dire il tenace pensionato – alla mia età mi ritrovo fori di casa, invalido al 100%. Ho chiesto la trascrizione delle registrazioni che ho effettuato a casa mia, per dimostrare le calunnie e il complotto che è stato ordito da mia moglie a soli fini patrimoniali”.


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21 gennaio, 2017

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