Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Dopo un colloquio chiarificatore con Anna Maghi, presidente dell’associazione Erinna, mi preme puntualizzare alcuni aspetti. La prima notizia importante, che sta creando allarmismo è che il centro Erinna non chiuderà. A chiudere se non interverranno altri fattori, sarà solo la struttura di accoglienza.
Non si riesce onestamente a capire perché la Regione Lazio non riconosce Erinna come centro antiviolenza pur avendo sia il centro di ascolto e accoglienza, sia la struttura, come vengono riconosciute le altre 7 esistenti.
Notizie non certe, dicono che occorrerebbe una convenzione con un ente istituzionale, e a tale proposito mi corre l’obbligo ricordare che quando ero consigliera di parità in Provincia, la medesima aveva stipulato proprio una convenzione con la Regione per un importo di 50.000 annui. Ricordo anche progetti realizzati insieme con successo.
Purtroppo nel 2014 l’allora presidente Marcello Meroi, non intese più rinnovare tale convenzione, ed addirittura una annualità, non saprei specificare il motivo, non essendo stata assegnata all’associazione Erinna, nel 2016 è stata restituita alla Regione. Siamo al paradosso.
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