Viterbo – “Corto circuito nella sanità mai superato”. E’ proprio la sanità per Silvia Blasi (M5s) la criticità più evidente dell’amministrazione Zingaretti. La consigliera regionale non risparmia critiche per un settore che non funziona e che, per lei, non è l’unico.
Attacca anche sui trasporti e l’arsenico, un problema che non sembra trovare fine.
Un bilancio del 2016?
“Sui temi principali – dice Blasi – a partire dalla sanità, quello che riscontrano tutti, e in particolare i cittadini, è che non ci sono stati miglioramenti. Continuamente in consiglio riceviamo lamentele per una sanità che non funziona.
Il tasso di migrazione nella Tuscia verso altre regioni non è solo tra i più alti del Lazio, ma addirittura d’Italia. Gli ospedali chiudono perché l’offerta sanitaria sta diminuendo per i tagli ai reparti e ai posti letto, pur rimanendo il costo dei posti letto ancora tra i più elevati. Un corto circuito nella sanità che non è affatto superato e che rimane una delle principali criticità di questa amministrazione Pd”.
Sui trasporti?
“La Regione ha messo in campo un importante investimento di risorse pubbliche ma, in realtà, di risultati non se ne vedono. Anzi, i treni continuano a essere affollati con continui disagi per i pendolari, ritardi sulla Roma-Viterbo e lo stesso vale per il trasporto su gomma con disservizi, corse saltate e bus che non funzionano, che si rompono e che non rispettano i requisiti di sicurezza”.
L’amministrazione dice di aver salvato una società in fallimento…
“Cotral, ancora oggi, è sull’orlo del dissesto finanziario ed è certificato dalle rilevazioni fatte dal collegio di revisori dei conti al bilancio della società. E’ difficile dire quindi che sia in attivo. Tante le criticità e i dispendi. Ultimamente, infatti, sono usciti dei bandi di gara per milioni di euro sulla piccola manutenzione, che potrebbe essere fatta dagli autisti, e che, invece, viene affidata all’esterno. Poi gli 80mila euro per ridisegnare il nuovo logo del Cotral e l’ufficio legislativo smantellato per dare consulenze esterne.
Una società che è lontana dal risanamento, ma che mira a tenere posizioni dirigenziali a discapito spesso di autisti che sono costretti a viaggiare al limite della sicurezza, effettuando corse in tempi molto serrati e stretti per rispettare le esigenze aziendali”.
Per la Tuscia cosa è stato fatto?
“Molto c’è da fare. Sanità e trasporti sono critici anche nel nostro territorio. Poi c’è l’emergenza arsenico, che ancora non è stata risolta, a fronte di enormi investimenti fatti dall’amministrazione pubblica. 37 milioni di euro spesi per gli impianti di dearsenificazione e ancora oggi abbiamo cittadini e comuni che non ricevono acqua potabile ma che, però, pagano bollette e tariffe per intero.
La Regione ha rifinanziato Telete per trasferire la gestione dei dersenificatori, ma l’acqua ancora non si può bere. Poi le criticità del lago di Bolsena e di Vico sulla qualità delle acque. E, impossibile da dimenticare, il tema dell’acqua pubblica dove la maggior parte dei sindaci del Viterbese di area Pd ignorano completamente l’esito del referendum del 2011 e siamo ancora alle prese con Talete, un carrozzone creato anni fa che non funziona”.
Quali battaglie porterà avanti nel 2017?
“Continuerò ad ascoltare le criticità che vengono dal territorio, i cittadini, le associazioni e i comitati. Acqua pubblica, gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti, lotta contro le centrali a biogas, compostaggio aerobico, trasporti efficienti e una sanità che funzioni. Si fa tanta propaganda elettorale, ed effettivamente in Regione già ci stiamo col bilancio fatto che lo dimostra. Si porta avanti più questo aspetto senza invece dare risposte alle gente”.
Paola Pierdomenico
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