Viterbo – Non un pranzo per chi è in difficoltà, ma un pranzo con chi è in difficoltà.
Il 6 gennaio, la chiesa a Vilanova si trasforma in una grande sala con lunghe tavolate e il vescovo Lino Fumagalli con il parroco don Emanuele Germani, in camerieri. Con tanto di grembiuli.
Lo scorso anno, circa 250 le persone che si sono sedute l’una accanto all’altra. Insieme per solidarietà.
“Dopo la messa del mattino – spiega don Emanuele – la chiesa si trasforma in una grande sala da pranzo, accoglierà, bisognosi e indigenti. È il terzo anno che organizziamo l’iniziativa, per la seconda volta nella nuova chiesa”.
Al centro, la solidarietà. “Il pranzo è aperto a tutti – continua don Emanuele – non solo bisognosi. È un pranzo di solidarietà. In questo modo, nessuno sa quale sia la persona bisognosa. Magari quella accanto.
Un’esperienza di solidarietà con il prossimo. Lo scorso anno eravamo tantissimi e la chiesa era gremita”.
Per chi l’ha vissuta, un’esperienza unica. Bella e buona.
“Il vescovo Lino Fumagalli, io e tanti volontari, ragazzi – dice ancora don Emanuele – serviremo ai tavoli. Per dare per primi l’esempio.
L’idea del pranzo è partita dal messaggio del papa, che vuole chiese in uscita. Il suo invito, forte, ai parroci ad aprire le chiese. Noi siamo usciti, andando tra la gente. È evangelizzazione”.
A organizzare la giornata, oltre alla parrocchia dei santi Ilario e Valentino, la confraternita. Al cibo ci pensa un catering. Cucinare in chiesa sarebbe complicato.
Per i presenti, a fine pranzo una sorpresa. Una rappresentanza dei vigili del fuoco di Viterbo donerà calze della Befana. Un regalo particolarmente gradito dai più piccoli. Poi, grazie a Viterbo con Amore e Ordine dei Cavalieri di Malta, saranno distribuiti pacchi viveri.
“Sarà un pranzo in cui stare bene, tutti insieme. Ci sarà anche musica. Due o tre ore da trascorrere tra amici, in serenità e pace. Cui tutti hanno diritto”.
Giuseppe Ferlicca
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