Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’assessore Delli Iaconi liquida semplicisticamente come un atto di “nervosismo” quello che è invece un diritto/dovere, da parte di chi rappresenta l’Università della Tuscia, di pretendere rispetto per una istituzione che riveste un ruolo di particolare importanza all’interno della città di Viterbo, non solo per i Beni Culturali.
Lasciando l’Aula Regia, in assenza totale di una rappresentanza del Comune, i docenti, i restauratori e gli studenti dell’Università della Tuscia hanno semplicemente voluto difendere il prestigio di una istituzione che ha dato e continua a dare tanto a questa città.
Noi non sappiamo se l’episodio di venerdì scorso sia da attribuire a semplice “sciatteria” o ad altro. E’ un problema del Comune. Resta il fatto che quanto accaduto è semplicemente inaccettabile e non può che riflettersi inevitabilmente sui rapporti tra queste due istituzioni.
Come spesso accade in questi casi, il tentativo di “metterci una pezza” è poi peggiore del danno. L’assessore Delli Iaconi, che avrebbe fatto bene a limitarsi a delle semplici scuse, oltre a parlare di “nervosismo”, afferma platealmente che “sindaco ed assessore non erano essenziali ad appuntamenti del genere”.
Si da il caso che è stato proprio il Comune a organizzare questo evento, che è bene precisare è il secondo di tre incontri riguardanti restauri di opere d’arte del Museo Civico.
E’ stato il Comune a predisporre il programma e a prevedere la presenza di sindaco e assessore, che, guarda caso, erano entrambi presenti al primo dei due eventi, tenutosi il 20 gennaio scorso e che ha visto coinvolto il Laboratorio di Restauro per il Territorio Regionale, e immaginiamo lo saranno al terzo che avrà luogo il 10 febbraio prossimo e che coinvolgerà l’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro e la Soprintendenza.
Di fronte a tutto ciò, dobbiamo forse pensare che il nostro incontro fosse meno importante degli altri, da non meritare neppure la presenza, in sostituzione del sindaco e dell’assessore, di un loro rappresentante? Un dirigente o qualcun altro.
E’ vero Chiara De Santis era presente, ma, poiché non aveva ricevuto alcuna comunicazione ed era anch’essa incredula per le plateali assenze, si è guardata bene dall’assumersi un compito improprio di rappresentanza del Comune.
Quello che l’assessore Delli Iaconi sembra non comprendere non è solo il fatto che nessuna autorità si è presentata, ma che dal Comune non è stata data neppure una comunicazione a riguardo, non è stata presa alcuna iniziativa per rimediare a tali assenze, lasciandoci soli “in casa d’altri”, di fronte ai presenti, senza avere alcuna indicazione sul cosa fare.
Provate ad immaginare di essere invitati a casa di una persona e che questa non si faccia trovare in casa. Cosa fate? Ve ne andate. Ed è quello che abbiamo fatto anche noi.
Qui non c’entra il nervosismo. Di fronte a una simile mancanza di rispetto istituzionale era l’unico atto che potessimo fare in difesa dell’istituzione che rappresentiamo e nel rispetto dei numerosi restauratori presenti all’evento e provenienti da tutta Italia, che costituiscono il “fiore all’occhiello” del Corso di Restauro dell’ateneo e la cui professionalità è unanimemente apprezzata ovunque.
Quanto al presunto tentativo in extremis di rimediare alla “frittata”, che avrebbe visto il coinvolgimento, alle 9,45, dell’assessore Barelli, noi sappiamo solo che alle 10,01 lo abbiamo raggiunto telefonicamente per dirgli che eravamo stati lasciati soli e che ce ne stavamo andando e che questi, ignaro di tutto, se non l’avessimo chiamato al telefono non si sarebbe certo presentato come in effetti ha fatto intorno alle 10,20, a quasi un ora dal previsto inizio dell’evento, quando oramai erano rimasti solo due docenti.
Questo è quanto era doveroso precisare da parte nostra. Per noi la questione è chiusa e non è nostra intenzione replicare a qualsiasi altro futuro intervento sull’argomento.
Ida Catalano
Stefano De Angeli
Paola Pogliani
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