Tarquinia – Gridano dolore, rabbia e disperazione Cristina e Carmelo Costa, perché a nove mesi dalla morte di Edoardo, il loro unico figlio, “le risposte ancora non arrivano”.
La vita di Edo, 18 anni, è stata stroncata lo scorso 26 aprile. Era nel suo letto, alle 7,30 di mattina, quando ha accusato il malore che lo ha fatto trasportare d’urgenza all’ospedale di Tarquinia. I medici del pronto soccorso hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma invano.
Una morte dovuta a cause naturali, secondo i primi riscontri. Ma alla procura non basta, vuole capire nel dettaglio la dinamica del decesso. Per questo ha prima disposto l’autopsia sul corpo di Edoardo, per poi inscrivere nel registro degli indagati due dottori del Bambin Gesù: lo seguivano da circa tre anni, perché aveva una piccola patologia al cuore. Lieve, che gli permetteva comunque di vivere a pieno la sua adolescenza, pur con qualche attenzione.
Ma a ieri, a nove mesi esatti dalla morte di Edo, “il silenzio è ancora assordante”. Lo definisce così papà Carmelo, alla ricerca insieme a sua moglie Cristina di una verità che tarda ad arrivare. “Il silenzio assordante sono le risposte che non arrivano. La relazione autoptica non consegnata. Insomma, il silenzio assoluto riguardo a cosa è successo. Perché è successo. Una stasi totale, che rende ancora più devastante il vuoto immenso lasciato dal nostro Edoardo”.
Il sospetto degli inquirenti è che la morte di Edo sia dovuta all’interruzione di una terapia farmacologica da parte dei medici. Doveva essere un tentativo: Edoardo rispondeva bene alle cure, ma alla fine il suo cuore non ha retto. Saranno gli accertamenti medico legali a chiarire se c’è stata un’effettiva negligenza dei dottori indagati. Ma i tempi, già di per sé lunghi, sono diventati biblici.
Da quel maledetto 26 aprile, il profilo Facebook di Carmelo si è riempito di foto e messaggi dedicati al figlio: “Avrei ancora tante di quelle cose da dirti…”. Gli amici lo incoraggiano: “Diglielo lo stesso, ascolterà”. Quegli stessi amici che Carmelo non finirà mai di ringraziare: “Per fortuna ci siete voi che dimostrate l’affetto e il bene per nostro figlio in ogni modo, confermando il suo valore e tenendo sempre vivo il suo ricordo. Tutto questo ci fa tanto bene e ci aiuta ad andare aventi per raggiungere il nostro obiettivo primario: la verità. Infinitamente grati, Cristina e Carmelo”.
Edoardo, figlio unico e studente all’istituto Cardarelli di Tarquinia, era a un passo dalla maturità. Innamorato del Milan, il calcio era la sua passione. La sua famiglia è conosciuta e stimata: la madre, Cristina, ha una caffetteria; il padre, Carmelo, una pizzeria in centro. Un dolore che è diventato di un’intera città perché, a soli 18 anni, è morto un bravo ragazzo, in un modo atroce e inaspettato.
Ad essere attesa, ora, invece, è la verità sulla morte di Edo.
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