Viterbo – (g.f.) – Ottantacinquemila paganti in 38 giorni. L’Epifania si porta via tutte le feste e pure il Caffeina Christmas village, anche se con due giorni di ritardo. Ha chiuso i battenti domenica la prima edizione e per gli organizzatori i numeri parlano chiaro.
“Siamo ancora in attesa del dato preciso, comunque ci attesteremo sulle 85mila presenze – spiega il presidente di Fondazione Caffeina Andrea Baffo – tra chi ha acquistato il biglietto per tutte le attrazioni e chi ha scelto quello solo per il presepe o le altre del villaggio”.
Paganti 85mila, molti di più i “passeggianti”. Difficile quantificarli.
“Ai paganti – continua Baffo – vanno aggiunti quelli che sono venuti in città per una passeggiata, a fare due passi nei mercatini, o mangiare un panino o un dolce agli stand. La proporzione è elevata”.
Sono lievitati i visitatori, ma anche le spese. “Sul fronte spese, siamo arrivati a conti fatti a qualcosa come 700mila euro – osserva Baffo – nel corso dei giorni abbiamo aumentato i servizi, come il pit stop a piazza san Carluccio, aggiunto personale, poi c’è stata l’organizzazione del capodanno, non previsto nel budget.
Maggiori costi, inevitabili del resto, visto che il flusso di gente è stato tale che ci siamo trovati di fronte a situazioni nuove da fronteggiare”.
Archiviata la prima, già confermata l’edizione 2017 del villaggio natalizio. “Ci sarà – anticipa Baffo – stiamo ragionando sulle piazze e gli spazi al chiuso da richiedere. Tecnicamente è tutto da decidere, questo è chiaro.
Abbiamo già effettuato un paio di riunioni e un sopralluogo in alcuni punti. Funziona così. All’edizione successiva si pensa sempre in coda alla precedente, a caldo, analizzando anche le criticità. Anche perché poi avremo il festival estivo e quindi necessariamente ci sarà una pausa nella programmazione”.
Il bilancio si fa con i numeri, ma non solo. “È stato un lavoro duro, ma di grande soddisfazione. C’è stato un flusso di persone potente – osserva Baffo – numeri importanti. Noi, anche durante la manifestazione non ce lo dicevamo. Sono stati gli operatori commerciali e turistici a farceli presenti, ringraziandoci.
Ristoranti, alberghi, b&b, è stato un mese e mezzo clamoroso, perché comunque è arrivata gente, turisti, quelli più inclini alla spesa, all’acquisto in più, magari di un ricordo, un souvenir. Il Christmas Village è stato uno moltiplicatore”.
E per Viterbo, un risveglio. “Credo che la città abbia scoperto, oltre i numeri, la percezione d’essere protagonista nei confronti del resto del nostro paese. Veder riempire alberghi e ristoranti, sentire in giro dialetti diversi, cittadini arrivare da Toscana, Campania, ma anche siciliani, nord Italia, oltre ovviamente a romani e persone della provincia, ha avuto un impatto forte.
Significa che come città siamo ok, siamo una meta appetibile e oggi ne abbiamo coscienza. Mai come in quest’occasione ho percepito un sentimento così positivo”.
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