Roma – Pantheon e Colosseo sono i monumenti italiani più visitati del 2016. Al terzo posto gli scavi di Pompei. Roma la fa da padrona con il Pantheon al primo posto e il circuito archeologico “Colosseo, Foro romano e Palatino” al secondo posto. I dati sono del ministero dei beni culturali, secondo il quale l’anno scorso ha registrato un nuovo record di ingressi, per un totale di 44 milioni.
Mezzo milione in più rispetto al 2015 al Pantheon, per un totale di 7,4 milioni di visitatori. Cifra che lo mette al primo posto anche della classifica dei luoghi della cosiddetta “cultura gratuita”. Seguito dal Parco di Capodimonte, poco sopra il milione di presenze. E poi dal Parco del Castello di Miramare di Trieste, con 830 mila.
Colosseo, Foro e Palatino si confermano saldamente primi nella top 30 dei musei, con 6,4 milioni di visitatori, davanti agli scavi di Pompei, 3,2 milioni.
Il Colosseo, per la cronaca, è il più grande anfiteatro del mondo. In grado di contenere un numero di spettatori stimato tra 50mila e 75mila unità, è il più importante anfiteatro romano, nonché il più imponente monumento della Roma antica che sia giunto fino a noi. Inserito nel 1980 nella lista dei Patrimoni dell’umanità dall’Unesco, nel 2007 è stato anche inserito fra le Nuove sette meraviglie del mondo.
Una curiosità relativa al Pantheon: al fossato che gira intorno al tempio è legata una leggenda di origine medievale. Pare che il famoso mago Pietro Bailardo si fosse assicurato il possesso del libro del comando, consegnatogli dal Diavolo dietro la cessione dell’anima. Sennonché, pentito, si servì delle sue arti magiche per compiere in un giorno il pellegrinaggio a Gerusalemme, San Giacomo di Galizia e infine al Pantheon. Qui s’imbatté nel diavolo che gli richiese l’anima come pattuito; ma Bailardo dette al demonio un pugno di noci e riparò rapido nella chiesa, mettendosi a pregare sinceramente pentito. Così si salvò; il diavolo inferocito girò varie volte intorno al tempio, sfogando così il suo furore, e tanta fu la rabbia con la quale corse che scavò il fossato ancora oggi visibile.
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