Viterbo – (p.p.) – “Poste si fermi con questa riorganizzazione”. Giuseppe Macri, segretario generale Slp-Cisl, esprime massima contrarietà. Anche il sindacalista si aggiunge alla lista dei no alla riorganizzazione dei servizi postali e in particolare del recapito a giorni alterni che interesserà la maggior parte dei comuni della Tuscia.
“La riorganizzazione dei servizi postali – dice Macri – è già stata attivata su tutto il territorio nazionale, mentre si doveva partire nei primi mesi dell’anno. Anche nella nostra regione e nella nostra provincia, quindi, sono in corso dei cambiamenti.
L’azienda sta andando avanti, senza condividere le scelte con nessuno e soprattutto con le organizzazioni sindacali che, invece, dovevano essere messe al corrente su come procedere e di sicuro, non in una sola direzione come si sta facendo. C’è fermento da parte dei colleghi che non credono sia possibile che noi, come sindacati, non sappiamo nulla. Purtroppo è così.
Macri fa un passo indietro. “Il documento sulla riorganizzazione a giorni alterni, firmato nel settembre del 2015, prevedeva tre regioni pilota per capire se questo modo di agire fosse fattibile o fossero necessari degli aggiustamenti. Erano inoltre previsti incontri periodici. Da subito, abbiamo riscontrato forti criticità specie per la quantità di corrispondenza in giacenza ma si è andato avanti. Stiamo cercando un confronto con l’azienda anche per gestire al meglio la situazione delle eccedenze.
Abbiamo già fatto uno sciopero nazionale il 4 novembre scorso in cui abbiamo denunciato, oltre alla riorganizzazione dei servizi postali, anche la forte carenza che abbiamo sul mercato dei privati e sulla sportelleria, perché, in questi anni, ci sono stati prepensionamenti e le mancanze che si sono venute a creare non sono state coperte da nessuna assunzione o trasformazione del part time a full time.
La gente è andata via con l’esodo incentivato e, nella nostra provincia, per esempio, ci troviamo anche 40 unità, ragazzi che sono stati assunti in virtù di un avvicendamento tra genitori e figli, mai trasformati a tempo pieno e che lavorano 15 giorni sì e 15 no”.
Due le priorità su cui intervenire a stretto giro. “Carenze strutturali e di personale e riorganizzazione dei servizi ancora molto confusa.
Informeremo sindaci e amministrazione per renderli partecipi delle ricadute sull’utenza, che per noi è importantissima. Penso, infatti, agli anziani che vedranno recapitarsi la posta uno o due giorni a settimana e poi all’ipotetica chiusura dei piccoli uffici. Poste – conclude Macri – deve fermarsi con questa riorganizzazione che va a discapito della qualità”.
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