Viterbo – E’ un Federico Viviani a tutto tondo quello che si è raccontato al Resto del Carlino, parlando della stagione in corso al Bologna ma anche delle prospettive future.
Nato a Lecco ma originario di Grotte di Castro, il 24enne è alla seconda stagione consecutiva in serie A (la terza in totale se si considerano le sei presenze con la Roma nel 2011-2012) e ovviamente ha come obiettivo primario di rimanerci.
“Non so se resterò a Bologna – ha spiegato il viterbese di proprietà del Verona – e sarà il campo a stabilirlo. Vedremo, di qui a maggio, se avrò fatto abbastanza per convincere la società a rilevare il mio cartellino”.
I problemi fisici sono ormai alle spalle e lo ha dimostrato anche la prima rete in rossoblù, arrivata il 20 novembre nel 3-1 rifilato Palermo. Un gol importante e segnato direttamente su calcio di punizione, che poi per Viviani è una delle specialità della casa.
“Ho sempre battuto io le punizioni – ha proseguito il centrocampista – fin da quando ero piccolo. La rincorsa è un modo per concentrarmi, non partire da fermo e arrivare al meglio sul pallone. Da piccolo osservavo le punizioni sia di Beckham che di Mihajlovic”.
Infine il rapporto con Simone Verdi, altra giovane promessa in forza al Bologna e ora fermo ai box per un infortunio alla caviglia.
“Con lui – ha concluso Viviani – abbiamo disputato parecchie partite nelle nazionali giovanili insieme. Ci siamo ritrovati dopo sei o sette anni e l’ho visto maturato. Peccato per l’infortunio perché stava facendo benissimo”.
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