Viterbo – Dove riposano le macchine di santa Rosa. Per cinque anni portate sulle spalle dei facchini, in trionfo, e poi su tutte scende l’oblio. Destino comune. Per le più acclamante e quelle meno riuscite.
Fotogallery: Nel capannone delle macchine di santa Rosa – slide
In un magazzino sulla Tuscanese, l’ultima destinazione di pezzi di memoria. Adesso l’assessore al Turismo Giacomo Barelli ha deciso di fare ordine. Sono cinque le macchine di santa Rosa conservate, Sinfonia d’Archi, Una rosa per il 2000, Armonia celeste, Ali di Luce e Fiore del Cielo.
A disposizione del comune, aspettando il giorno in cui potranno essere esposte in un museo.
“Come amministrazione – spiega Barelli – abbiamo innanzitutto ritenuto importante fare un inventario di quello che avevamo. Conservando e sistemando le parti in nostro possesso. In totale sono cinque, più quella attualmente in corso”.
Erano quattro fino a poco tempo fa. “Abbiamo riacquistato – ricorda Barelli – la macchina di Battaglioni, Sinfonia d’Archi, per conservarla insieme alle altre. Era uscita dal patrimonio comunale.
L’abbiamo pagata esattamente il controvalore in euro dell’epoca, quindici milioni di lire”.
Un primo passo. Necessario, ne serviranno molti altri per arrivare al museo. “Così come voluto dal sindaco Michelini – ricorda Barelli – con la commissione che comprendeva ideatori, costruttori, Sodalizio. Non potevamo che partire da questo.
Nel capannone ci sono tutti i pezzi, a eccezione di quello esposto al Museo delle arti e tradizioni popolari a Roma”.
Ieri pomeriggio un sopralluogo alla struttura, con i costruttori Fiorillo, Barelli. Non è potuto esserci il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini, ma c’era la consigliera delegata Maria Rita De Alexandris.
“Va messo in evidenza – sottolinea De Alexandris – che è stato tutto bonificato. Prima qui entravano piccioni, c’era di tutto. Nel disordine. L’intervento è stato importante”.
Oggi tra le diverse strutture è quasi possibile seguire un percorso. “In passato era complicato passare – continua Barelli – un domani si potrebbero esporre anche solo alcune parti. Adesso che sono state tutte inventariate e conservate meglio.
Possiamo mettere una parola definitiva su quante macchine di santa Rosa ci sono nell’idea di un possibile museo. C’è una parte che riguarda alcune mini macchine.
Un’operazione semplice ma necessaria perché negli anni si era accumulato tanto materiale. Dobbiamo conservarle e poi vedere se riusciamo nel grande sogno d’avere un’area dove esporle.
Ringrazio Fiorillo per il lavoro portato avanti”.
Giuseppe Ferlicca
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY