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Viterbo - Tragedia hotel Rigopiano - Gianluca Cannone (Conapo) alla Vita in diretta su Rai 1

“Salvare vite umane è un privilegio”

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Gianluca Cannone alla Vita in diretta su Rai 1

Gianluca Cannone alla Vita in diretta su Rai 1

Gianluca Cannone alla Vita in diretta su Rai 1

Gianluca Cannone alla Vita in diretta su Rai 1

Gianluca Cannone alla Vita in diretta su Rai 1

Gianluca Cannone alla Vita in diretta su Rai 1

La vita in diretta - Cristina Parodi e Marco Liorni

Gianluca Cannone alla Vita in diretta su Rai 1

Gianluca Cannone alla Vita in diretta su Rai 1

Viterbo – (g.f.) – “Salvare vite umane è un privilegio”. Tragedia all’albergo Rigopiano, travolto dalla slavina, Gianluca Cannone, vigile del fuoco di Viterbo, alla Vita in diretta su Rai 1 racconta il prezioso lavoro svolto dai suoi colleghi.

“Cannone – racconta il conduttore Marco Liorni – è stato uno tra i primi ad arrivare ad Amatrice e sta per partire per Rigopiano. Qui rappresenta il Conapo, uno dei sindacati dei vigili”.

Sullo schermo, le immagini tremende della struttura che oggi non c’è più e i pompieri al lavoro. Si rivede uno dei bambini estratto vivo da macerie e neve.

“Riuscire a portare fuori una persona in vita è un’emozione unica – dice Cannone – come vigili del fuoco, per noi è un privilegio. La fortuna del nostro lavoro, quella che ci spinge ad andare oltre, osare dove altri non lo fanno.

Il nostro motto è andare dove altri scappano”.

Tanti suoi colleghi sono all’opera in situazioni estreme. In un posto colpito da due eventi catastrofici, il terremoto e la slavina.

“Stanno lavorando incessantemente – continua Cannone – come sindacato abbiamo sottolineato il fatto che siamo anche pochi sul posto. Si scava per trovare persone vive e io vorrei che si mettesse in campo un vigile del fuoco in più, piuttosto che uno in meno. Ora ce ne sono quindici o venti a turno.

Il mio sindacato chiede un dispiegamento di almeno duecento. Per garantire continuamente una rotazione d’energie nuove”.

Le motivazioni di chi è all’opera sono forti. “Anche in situazioni estreme – spiega Cannone – la voglia di cercare è forte. Gran parte di noi è preparata a questo tipo d’interventi speleo alpino fluviale”.

Quando sono stati salvati bambini in particolare, le immagini hanno mostrato professionisti che si sono commossi. Si sono messi a piangere, come sottolineato da Liorni. “È vero – spiega Cannone – l’emozione in quel momento è forte, li capisco”.


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25 gennaio, 2017

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