Viterbo – (f.b.) – “Sant’Antonio ci aiuti a cancellare la guerra. A costruire ponti e a non elevare muri. A rigettare la violenza nei gesti e anche nelle parole” (fotocronaca – slide).
Il vescovo Lino Fumagalli nell’omelia della commemorazione dei viterbesi caduti nei bombardamenti del 1944, chiede l’intercessione di sant’Antonio, nel giorno a lui dedicato, come da tradizione.
“Se ci soffermiamo ad analizzare i dati di questa tragica ricorrenza – dice Fumagalli -, i numeri che emergono sono impressionanti.
Dal 29 luglio del 1943 al 9 giugno del 1944 Viterbo ha subìto 48 incursioni aeree che hanno causato 1017 vittime. 199 i militari tedeschi che hanno perso la vita, 600 gli edifici distrutti, 300 inagibili e 500 danneggiate. Innumerevoli i feriti”.
Alla cerimonia, che si è svolta nella chiesa di San Francesco, hanno partecipato il sindaco Leonardo Michelini e una rappresentanza delle maggiori autorità civili e militari di Viterbo.
“Questo è quello che causa la guerra – continua Fumagalli -. E’ dunque opportuno un serio impegno affinché tutto questo non accada più. Serve un comportamento che rigetta ogni violenza nelle parole e negli atteggiamenti. Dobbiamo gettare ponti e non elevare muri. Che Sant’Antonio ci sia d’aiuto e che il Signore ci aiuti ad essere costruttori di pace”.
Dopo la funzione il vescovo, accompagnato dal sindaco Michelini, ha deposto due corone di fiori sotto la targa dedicata alle vittime dei bombardamenti, nel cortile esterno della chiesa di San Francesco.
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