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Viterbo - A dichiaralo è Lamberto Mecorio, segretario generale della Uil Fpl

“Il sistema sanitario nazionale perde 10mila dipendenti in un anno”

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Lamberto Mecorio

Lamberto Mecorio

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Il Sistema Sanitario Nazionale perde 10mila dipendenti in un anno. Calano anche i costi, mentre crescono età media e lavoro precario. Questi i numeri del resoconto annuale redatto dal Ministero dell’Economia”.

A dichiaralo è Lamberto Mecorio, segretario generale della Uil Fpl Viterbo.

Nel 2015 i dipendenti sono 653.352 contro i 663.793 del 2014. Rispetto al 2007 sono 28.845 in meno (-4,2%).

Per gli enti del Servizio sanitario nazionale la riduzione avvenuta nel 2015 è la più consistente del periodo considerato (10.444 unità). Continua poi la discesa del costo del lavoro. Nel 2015 la spesa complessiva è stata di 38,964 miliardi di euro contro i 39,126 miliardi del 2014 (-162 mln, -0,4%). Praticamente la spesa è tornata sotto ai livelli del 2007 (39,027 mld).

“I dati del Conto annuale sul personale del SSn – spiega il segretario generale nazionale della Uil Fpl, Michelangelo Librandi – denunciano impietosamente gli effetti di anni di blocco del turn over e di tagli lineari mascherati da risparmi. Più di 40.000 persone in meno negli ultimi 6 anni, con un’impennata nel 2015 quando la stanghetta è scesa di circa 10.000 unità, di cui oltre 6.000 appartenenti al ruolo sanitario“.

“Facciamo appello al senso di responsabilità del Governo e delle Regioni – prosegue Librandi – Non si può pensare, se si è in buona fede, che questo stato delle cose non incida sui livelli di assistenza garantiti ai cittadini, e nemmeno ci si può svegliare solo quando accade la disgrazia.

E magari per cercare il capro espiatorio proprio fra il personale che invece è vittima delle gravi carenze organizzative, economiche e strutturali del sistema”.

Sale poi l’età media del personale che arriva a 50,1 (uomini 52,1 donne 49,1). Nel 2001 era di 43,5. Le previsioni per il 2020 parlano invece di 54,3 anni in media. Numeri che il conto annuale commenta così: “Per gli enti del Servizio sanitario nazionale la riduzione avvenuta nel 2015 è la più consistente del periodo considerato (10.444 unità).

Nel confronto con il 2009, anno con il massimo numero di occupati nella sanità pubblica, a fine 2015 risultavano impiegate 40.364 persone in meno. I numeri assoluti e percentuali rendono evidente la diversa incidenza nel pubblico impiego delle norme relative al turn-over, che nel SSN hanno trovato applicazione differenziata per le regioni in piano di rientro”.

In calo i medici. Nello specifico, per quanto riguarda i dirigenti medici nel 2015 si registra un nuovo calo dai 112.746 del 2014 si è passati ai 110.850 del 2015 (-1.896) con una età media che è arrivata a 53,06 (nel 2014 era 52,83).

Scende anche il numero del personale non dirigente. Nel 2015 le unità a tempo indeterminato di personale non dirigente sono state 522.861 in calo di quasi 8 mila unità rispetto alle 530.739 del 2014.

Tra questi sono in calo gli infermieri che nel 2015 sono risultati 266.363 contro i 269.151 nel 2014 (-2.788).

Aumentano infine i lavoratori precari. I lavoratori flessibili del Ssn sono in totale 37.530. In crescita rispetto al 2014 di oltre 3mila unità. I lavoratori a contratto a tempo determinato sono arrivati a quota 30.686 (+8,5%) in un anno. Sempre meno rispetto al 2007 quando erano 35.907, ma il trend è in crescita dal 2012.

“In sanità bisogna investire – conclude Mecorio – e mettere in campo un progetto di rinnovamento organizzativo per cambiare modelli superati e per valorizzare il patrimonio di professionalità e competenze esistenti. In sanità serve il rinnovo del Contratto nazionale di Lavoro, strumento indispensabile per raggiungere questi obiettivi”.

Uil fpl Viterbo


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30 gennaio, 2017

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