Viterbo – Lo schifo continua. Centro storico tappezzato di volantini indecorosi. Su portoni, vetrine di negozi chiusi, nel cuore di Viterbo.
Fogli A4 attaccati con nastro adesivo anche nel quartiere medioevale di San Pellegrino. Non c’è che dire, un bel biglietto da visita, soprattutto in questi giorni di festa, con migliaia di visitatori ad affollare il centro storico.
Affissi per protesta. Contro la chiusura del centro storico. E nel mirino sono finiti il sindaco Leonardo Michelini e l’assessore Alvaro Ricci.
Una situazione squallida già segnalata nei mesi scorsi. “Attenti a questi due – si legge – ci hanno rotto. Avanzi della prima Repubblica. Giù le mani dal centro storico. Prima le strutture poi le chiusure…”. E via dicendo.
Contenuto a parte, viene normale chiedersi come sia possibile che l’amministrazione comunale continui a tollerare un simile scempio. La libertà di pensiero è fatta salva.
Ognuno la esprima, ma nei luoghi opportuni e sopratutto nel rispetto delle regole di legge.
Cosa accadrebbe se non uno, ma decine di viterbesi decidessero una mattina d’alzarsi e dire la loro tappezzando le vie della città, dove capita?
Esistono spazi adeguati. Non dove capita capita. Le affissioni sono soggette a regole precise. Ci sono posti pubblici messi a disposizione dal comune, altrimenti esistono quelli privati, come le vetrine dei negozi.
Occorre chiedere permessi e pagare tasse. I volantini/locandine devono avere il timbro del comune. Niente di tutto questo. Oltre il danno, anche la beffa.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY