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Viterbo - Venerdì 24 febbraio alle 15 la prima lezione della Banda del racconto al Dibaf dell’università degli studi della Tuscia

Al via il master per Narratore di comunità

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Antonello Ricci della Banda del Racconto

Antonello Ricci della Banda del Racconto

Pietro Benedetti della Banda del Racconto

Pietro Benedetti della Banda del Racconto

Marco D'Aureli della Banda del Racconto

Marco D’Aureli della Banda del Racconto

Alfonso Prota della Banda del Racconto

Alfonso Prota della Banda del Racconto

Davide Ghaleb della Banda del Racconto

Davide Ghaleb della Banda del Racconto

Viterbo – Atteso da tempo, s’inaugura finalmente il master di primo livello per “Narratore di comunità”: avventura didattica e di ricerca assolutamente inedita, almeno in Italia, sotto il profilo culturale e della formazione professionale.

Si tratta di un corso accolto in seno al Dibaf dell’università degli studi della Tuscia e cucito come un vestito su misura per gli uomini della Banda del racconto. Come a dire: dalle passeggiate all’accademia. Con particolare attenzione per la sfera dell’agroalimentare.

Per la giornata inaugurale, l’appuntamento con i 21 “apprendisti” narratori e i tre uditori (questo il soddisfacente bilancio della campagna di reclutamento) è all’aula blu di Agraria (Riello) venerdì 24 febbraio alle 15.

La prima giornata prevede, dopo i saluti di rito da parte dei rappresentanti del Dibaf, una lectio magistralis di Antonello Ricci sulla “Figura del narratore secondo Walter Benjamin”.

A seguire, un primo divertente momento “artigianale” davvero caratteristico di Banda del racconto: una sorta di lezione/prova aperta dal titolo “Nell’officina del personaggio” che vedrà l’attore e regista Pietro Benedetti riportare in scena alcuni suoi dei suoi più noti monologhi (dall’eroe nazionale Pietro Rossi, garibaldino viterbese dimenticato, all’indimenticabile Alfio Pannega) per poi riflettere, insieme con gli apprendisti narratori, sui “ritrovamenti” possibili di un personaggio nonché sulla sua costruzione e messa a punto ai fini di una pubblica narrazione.

Nel corso di questo primo ciclo – che si concluderà a ottobre 2017 – a impreziosire le innovative metodiche e le ormai ventennali pratiche sul campo caratteristiche di Banda del racconto, sono previste una ricca serie di ore disciplinari (gli argomenti: tipicità agroalimentari, archeologia classica e medievale, urbanistica, letteratura di viaggio, paesaggio e giardini storici ecc.) svolte da docenti dell’ateneo viterbese secondo il modello canonico della lezione frontale.

Si tratta, non a caso, di studiosi che da anni condividono spirito e prassi pubblica di Banda del racconto: da Elisabetta De Minicis a Giuseppe Romagnoli, da Sofia Varoli Piazza a Stefano De Angeli a Francesca Petrocchi.

Le lezioni proseguiranno sabato 25 (tutto il giorno) e domenica 26 (mattina) tra Viterbo e Cellere, laddove Marco D’Aureli e Alfonso Prota condurranno gli apprendisti narratori a intervistare sul campo – direttamente nei loro luoghi di vita e lavoro – due sapidi artigiani di stirpe: il fiscolaio Mario Matteucci (nel suo frantoio presso il ponte di Paradosso a Viterbo) e il pecoraio-scultore Vincenzo Gioiosi detto Cèncio (nella sua capanna d’artista spersa fra i campi, con affaccio sul monte “Argentale”).  Fotografo d’eccezione, Davide Ghaleb anche noto come “il santissimo editore”.


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23 febbraio, 2017

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