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Viterbo - Giornata del ricordo - Il sindaco Leonardo Michelini alla commemorazione per i martiri delle foibe - Corteo tricolore per le vie della città e corona d'allora al cippo di valle Faul - Maurizio Federici (comitato 10 febbraio): "Denunceremo chi fa negazionismo"

“Chiediamo scusa per i troppi anni di silenzio”

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Viterbo – La manifestazione in ricordo delle foibe

Viterbo – La manifestazione in ricordo delle foibe

Viterbo – La manifestazione in ricordo delle foibe

Viterbo – La manifestazione in ricordo delle foibe

Viterbo – La manifestazione in ricordo delle foibe

Viterbo – La manifestazione in ricordo delle foibe

Viterbo – La manifestazione in ricordo delle foibe

Viterbo – La manifestazione in ricordo delle foibe

Viterbo – La manifestazione in ricordo delle foibe

Viterbo – La manifestazione in ricordo delle foibe

Viterbo – La manifestazione in ricordo delle foibe

Viterbo – La manifestazione in ricordo delle foibe

Viterbo – La manifestazione in ricordo delle foibe - Il sindaco Leonardo Michelini

Viterbo – La manifestazione in ricordo delle foibe – Il sindaco Leonardo Michelini

Viterbo – La manifestazione in ricordo delle foibe

Viterbo – La manifestazione in ricordo delle foibe

Viterbo – Viterbo ricorda i martiri delle foibe. Celebrati questa mattina con un corteo che da piazza del Teatro è arrivato a valle Faul, davanti al monumento ai Caduti. Una cerimonia voluta dal comitato 10 febbraio, insieme a comune e provincia, nella Giornata del ricordo.

Multimedia: Cerimonia in ricordo delle foibe – slide – video

Sono quattordici i martiri delle foibe della provincia, tra cui il viterbese Carlo Celestini. Nella Giornata del ricordo il pensiero va a loro e alle 350mila persone costrette a fuggire per paura di essere uccise. Solo perché Italiane.

In tanti, questa mattina, davanti al cippo commemorativo. Molti i giovani. Due hanno deposto una corona di fiori sul quale era scritto: “Ai viterbesi che per tomba hanno una foiba”.

Tanti i tricolore, a testimonianza dell’apartiticità della cerimonia. “Questa mattina – dice Silvano Olmi, segretario del comitato 10 febbraio – abbiamo creato un muro. Non un muro d’isolamento perché noi siamo per l’incontro, la pace e il dialogo, ma un muro tricolore. Ce ne sono tantissimi, una presenza massiccia. Non siamo qui casualmente, ma per onorare e rispettare questa ricorrenza riconosciuta dallo stato. Quest’anno, purtroppo, abbiamo dovuto assistere a una sorta di aggressione, a un tentativo di sminuire la celebrazione in alcuni comuni della provincia. Il 10 febbraio è una data dolorosa ma che tutti gli italiani devono ricordare”.

Olmi ricorda i quattordici martiri delle foibe della provincia: Finimaldo Angeletti, Augusto Bacchi, Otelle Bigerna, Francesco Brocchi, Ennio Carosi, Carlo Celestini, Pierino Corinti, Luciano Lupattelli, Giulio Mancini, Cesare Merlani, Vincenzo Quadracci, Giovanni Ricci, Fabio Tamantini, Giovanni Tiburzi. “Tutti loro – conclude Olmi – sono morti anche per noi”.

Il sindaco Leonardo Michelini assicura che “a Viterbo non ci sarà mai negazionismo. Dobbiamo ricordare, chiedere scusa e perdono per i troppi anni di oblio, che non hanno fatto bene alla nostra nazione”.

Contro il negazionismo si scaglia anche Maurizio Federici, presidente provinciale del comitato 10 febbraio. “Da domani – dice – il comitato 10 febbraio inizierà a denunciare chi continua a negare le foibe”.


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12 febbraio, 2017

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