Viterbo – (g.f.) – Frazioni dimenticate, frazioni elogiate. Se dall’opposizione c’è chi un giorno sì e l’altro pure non manchi di tuonare contro l’amministrazione comunale per l’abbandono in cui versano i territori periferici, da palazzo dei Priori non stanno con le mani in mano.
Non ci sono i soldi per asfaltare le strade? Però: “Il comune riconosce le diversità storiche, sociali, culturali degli abitati degli ex comuni che sono stati aggregati al territorio”.
L’ultimo cantoniere a disposizione di Grotte Santo Stefano non c’è più? Poco male, tanto: “Il comune, nel riconoscere la storia e le tradizioni sociali, culturali e religiose degli abitanti degli ex comuni, ne garantisce il loro rispetto, valorizzazione e promozione…”.
L’ufficio anagrafe sempre a Grotte è con un solo dipendente e quando si ammala rimane chiuso? Che importa, tanto il comune: “Garantisce le disponibilità dei servizi su tutto il territorio comunale, attraverso uffici decentrati multi-settoriali”.
Se si potesse sistemare tutto con le parole, l’amministrazione Michelini avrebbe risolto tutti i problemi. Di Viterbo, delle frazioni e di tutt’Italia.
Mentre c’è chi si lamenta, anche dalla stessa maggioranza, uno per tutti Arduino Troili per Bagnaia, arrivano in pubblicazione le modifiche allo statuto comunale. Riguardano i centri periferici.
Lodevole iniziativa dei consiglieri di maggioranza Volpi, Troili, Serra, Mongiardo e Quintarelli. Supportati dall’intera maggioranza. Tanto è tutto gratis. Le parole non costano.
Quindi, ben venga che l’amministrazione: “Attua modalità d’organizzazione dei servizi orientate al decentramento dei servizi sul territorio anche attraverso specifici capitoli di bilancio”. A chiacchiere, già fatto.
Straordinari intenti e belle frasi. Dalle frazioni sono senza parole.
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