Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - L'ex presidente Piero Camilli replica al commissario straordinario del consorzio Val di Paglia

“Io le medaglie me le guadagno sul campo…”

Condividi la notizia:

Sport - Calcio - Viterbese - Il patron Piero Camilli

 Piero Camilli

Luciana Selmi

Luciana Selmi

Viterbo – “Io le medaglie le guadagno sul campo. Lei pensasse alla fusione. Quello che conta nella vita sono i fatti, piuttosto si desse un taglio a tanta inutile burocrazia”. E’ la replica del presidente Pieri Camilli alle accuse lanciate ieri in Provincia dal commissario straordinario del consorzio Val di Paglia, l’avvocatessa Luciana Selmi. Da due mesi a capo dell’ente, era a Viterbo per sottoscrivere la convenzione con la Regione Lazio.  

Nonostante abbia preso atto della situazione economica e finanziaria del consorzio (“non ci sono debiti e il bilancio è in attivo”), Selmi ha però attaccato a testa bassa la gestione Camilli, che a sua volta replica punto per punto al commissario. 

La Selmi, non ha escluso di ricorrere alla procura: “Vada, vada in procura se crede – esordisce Camilli – se il consorzio Val di Paglia è l’unico attivo nel Lazio, il merito è di Piero Camilli e dei consiglieri che mi hanno affiancato in questi trenta anni. E’ l’unico in Italia che abbia 700mila euro sul conto in banca”. 

A proposito del presunto numero eccezionalmente basso di atti amministrativi rispetto agli atti di spesa e dei provvedimenti di spesa con mandati autorizzati dal presidente e vidimati dai dirigenti. “Esiste un economato per le spese piccole e atti amministrativi per le spese grandi – dice Camilli – a differenza dell’avvocato, che percepisce un lauto stipendio per fare quello che fa, io e i consiglieri operavamo a titolo gratuito, per cui ci si riuniva ogni due mesi e c’era piena fiducia sul mio operato”. 

La Selmi ha poi rivendicato l’istituzione di un albo per chi chiede di lavorare come stagionale, “per far terminare raccomandazioni e fogliettini”. “Stiamo parlando di ragazzi del territorio da impiegare per tre-quattro mesi per controllare i contatori”, spiega Camilli. 

In merito, invece, alla “decina di anni di governance gestita dalle stesse persone”: “Piero Camilli c’è dal 1987, sono trenta anni, non perché mi ci hanno messo, ma perché sono stato eletto all’unanimità, in modo plebiscitario, da qualcosa come 12mila, consorziati. Non per grazia ricevuta”, sottolinea l’ex presidente. 

E poi a proposito del contenzioso economico con la Regione: “Io un contenzioso l’ho vinto e mi hanno pagato. Lei non può transare cause tra il consorzio e la Regione, perché è parte in causa. Da noi ha trovato i soldi in banca, il Val di paglia è l’unico consorzio del Lazio. E io non ho mai preso un rimborso spese, la sfido a trovarne uno”.

Ma soprattutto non va giù a Camilli che la Selmi abbia detto di lui: “Se non hai un debito non è detto che sei perfetto e meriti una medaglia”. “Io le medaglie le guadagno sul campo – replica Camilli -, me le dà la gente che crede in me in tutti i settori in cui opero. Pensi a se stessa piuttosto. Che non faccia chiudere in un anno. Pensi a fare la fusione, perché non sa amministrare. Questa signora parla di uno che ha un’azienda con 150 dipendenti, che si occupa di calcio, che fa e ha fatto politica. Tante cose, perché io ne sono capace”. 


Condividi la notizia:
25 febbraio, 2017

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tramonto-sul-lago/