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Corchiano - Lettera di Andrea Magrini, figlio dell'avvocato che il 17 febbraio è morto, precipitando da Ponte Clementino - Il giovane, che gli è stato accanto fino all'ultimo, lo ricorda

“Mi hai trasmesso tanto, papone mio grazie di esistere…”

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Giuliano e Andrea Magrini

Giuliano e Andrea Magrini

Giuliano e Andrea Magrini

Giuliano e Andrea Magrini

 

Corchiano - Il tesserino di corrispondente del Tempo di Giuliano Magrini

Corchiano – Il tesserino di corrispondente del Tempo di Giuliano Magrini

Corchiano – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Andrea Magrini, figlio di Giuliano, l’avvocato di 62 anni precipitato venerdì, 17 febbraio, da Ponte Clementino a Civita Castellana.

Con questo messaggio, il giovane di 32 anni vuole ricordare suo padre che, nella vita, ha ricoperto diversi incarichi oltre ad aver svolto la professione forense.

Alla fine degli anni ’80, Giuliano Magrini è stato infatti collaboratore di Francesco D’Onofrio, ministro della Pubblica Istruzione con Berlusconi ed esponente dell’Udc. E’ stato per nove anni giudice conciliatore, quindi giornalista e corrispondente del Tempo.

Il figlio ha dedicato la sua vita al padre e, fino all’ultimo, gli è stato accanto assistendolo nella sua malattia.

Con lui, trascorreva intere giornate, al di fuori dell’orario di lavoro, cucinando per il padre e dormendo nella casa in cui vivevano insieme. E proprio da questa vicinanza e “simbiosi”, il 32enne ha deciso di rivolgergli un ultimo messaggio.

Il 19 marzo, proprio in occasione della festa del papà, Andrea ha organizzato, alle 17 nella chiesa di San Biagio a Corchiano, la messa a un mese dalla morte di suo padre.


Al mio papà…

Caro papà,
mai avrei pensato di scriverti una lettera in simili circostanze. Noi, che pur di non soffrire il distacco l’uno dall’altro, auspicavamo di lasciare la vita terrena contemporaneamente.

Eh sì, perché io e te siamo in simbiosi, in un rapporto di padre-figlio sui generis, speciale, uniti e disgiunti.

Ricordo le ore trascorse a conversare sul vero senso della vita e dell’importanza dell’aspetto umano di ogni persona, affermando di cercare “il lato buono in ognuno di noi”.

Quanto eri fiero e felice che il tuo studio legale fosse tra la gente, in mezzo al popolo, davanti al forno e al Municipio a dispensare, da lì, consigli a chi ti chiedeva “Avvocato posso? Giulià? un parere.”

Tu che sei nato da una famiglia di origini umili e che ti definvi ” figlio del popolo”, hai sempre vissuto per gli altri, per il sociale, per l’aiuto al prossimo.

Mi hai trasmesso l’importanza della parola data, di una stretta di mano, di una promessa fatta; i valori dell’onestà, rispetto, dell’essere umili e della dignità; la lotta per la giustizia e la veridicità dei fatti. Per questo ti dico papone mio, grazie di esistere. Ti voglio un bene indescrivibile.

Andrea


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27 febbraio, 2017

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