Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Sutri - A un anno di reclusione - L'avrebbe costretto anche a vivere con la madre nella soffitta di casa

Umiliava la figlia troppo brava a scuola, padre condannato

Condividi la notizia:

La polizia

La polizia

Sutri –  “Meglio se facevi la prostituta, invece di studiare”. Mortificava la figlia perché era brava a scuola e umiliava la moglie. E’ stato condannato ieri a un anno e mille euro di provvisionale il padre-padrone romeno di Sutri accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni. Il pm aveva chiesto un anno e mezzo. Il giudice Rita Cialoni gli ha concesso uno conto di sei mesi, risparmiandogli l’aggravante del coltello, arma con cui avrebbe ferito al moglie, ma della quale non si è avuta prova. 

Alla figlia, brillante studentessa universitaria, diceva:”Meglio se facevi la prostituta, invece di studiare”. E la figlia alla fine ha perfino cambiato cognome: “Perché mi ha abbandonata, perché ha distrutto mia madre, perché mi avrebbe preferita prostituta piuttosto che studentessa, perché ci siamo mantenute da sole e perché se non ci fosse stata la mamma non avrei fatto l’università”.  La ragazza sarebbe stata costretta a vivere con la madre nella soffitta di casa a Sutri senza soldi, acqua calda, riscaldamento e frigorifero. Dopo che il padre ha lasciato la madre per un’altra donna.

Un padre talmente crudele da disprezzare il talento della figlia che a 30 anni, nonostante sia giunta in Italia adolescente, si è diplomata, laureata, ha fatto la specialistica, partecipato a Erasmus e ha vinto un dottorato alla Sapienza. Tutto a suon di borse di studio. “Avrei preferito fossi stata stupida e avessi fatto la prostituta sulla Salaria”, le avrebbe ripetuto più volte l’imputato, un cinquantenne immigrato in Italia oltre vent’anni fa, assistito dall’avvocato Vincenzo Petroni. “Ci siamo dovute rifugiare nella mansarda, perché siccome la casa era intestata a lui, voleva affittarla. Il cibo lo tenevamo in bagno”, ha raccontato l’ex moglie 50enne, parte civile con l’avvocato Simone Fazio, durante il processo per maltrattamenti e lesioni all’ex marito. Per cacciarla di casa, il 27 novembre 2015 per l’ennesima volta, l’uomo l’avrebbe minacciata di morte, sferrandole una coltellata a una mano e tentando di buttarla per le scale.


Condividi la notizia:
3 febbraio, 2017

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/via-sandro-pertini-strada-pubblica-chiusa-con-sbarra/