Civitavecchia – Arrestato corriere ovulatore sbarcato al porto di Civitavecchia con un chilo e mezzo di cocaina. Operazione della guardia di finanza e dell’agenzia delle Dogane di Roma.
L’analisi dei dati nella lista imbarco passeggeri, l’atteggiamento insolitamente nervoso del soggetto, l’origine dello stesso hanno destato non pochi sospetti nei militari della Guardia di finanza del comando provinciale di Roma e nei funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che operano al porto di Civitavecchia.
Nei giorni scorsi, infatti, è finito in manette, nell’ambito della quotidiana attività volta al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti un cittadino comunitario, originario della Tanzania, diretto a Roma.
I militari della compagnia della Guardia di finanza di Civitavecchia e i funzionari dell’ufficio delle Dogane hanno sottoposto a controllo, all’interno del porto romano, diversi passeggeri provenienti da Barcellona.
Di questi, un trentasettenne originario della Tanzania, è stato immediatamente segnalato dalle unità cinofile antidroga disponibili. L’uomo mostrava un ingiustificato stato d’agitazione che hanno indotto gli uomini delle forze dell’ordine a procedere all’esecuzione di riscontri radiografici ed ecografici svolti nella struttura ospedaliera “San Paolo” di Civitavecchia.
L’esito dei riscontri confermava la ipotesi prospettate dagli operanti: occultata nell’addome dell’uomo segnalato sono stati individuati moltissimi corpi estranei risultati, poi, essere ovuli di cocaina.
Successivamente, visto il pericolo di vita in cui versava l’uomo, l’équipe medica della struttura ospedaliera, avuto il consenso dell’interessato, ha effettuato un’operazione chirurgica consentendo, così, il rinvenimento di 80 ovuli dal peso complessivo di circa un chilo e mezzo di cocaina purissima.
L’operazione condotta ha permesso di trarre in arresto un corriere ovulatore, al momento vigilato presso la struttura ospedaliera di Civitavecchia, per traffico internazionale di sostanze stupefacenti e di sottoporre a sequestro il quantitativo di cocaina che, se immesso nel mercato illecito, avrebbe fruttato all’organizzazione criminale oltre un milione di euro.
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