Viterbo – (g.f.) – “Ciorba applichi quanto previsto per la decadenza dei consiglieri comunali”.
Assenze ripetute, Sergio Insogna (Gal) l’aveva promesso e in consiglio va all’attacco. Ma non può intervenire, perché non aveva preannunciato, come previsto, il suo intervento.
Il consigliere non la prende molto bene, ma non si perde d’animo e presenta richiesta scritta al presidente del consiglio Marco Ciorba. Per prendere provvedimenti. Qualora ce ne sia l’esigenza.
Tutto parte da Filippo Rossi (Viva Viterbo) “assenteista per scelta”. Ma potrebbe toccare anche altri suoi colleghi.
“Ai sensi dello statuto comunale – chiede Insogna – si chiede di verificare la posizione di consiglieri che si trovano nella condizione di mancata partecipazione a cinque sedute consecutive, ovvero a otto nell’anno 2017, senza giusto motivo”.
Richiesta che ha un perché: “Dall’obbligo – si legge nel documento rivolto al presidente Ciorba – che ella ha di vigilare e perseguire tale inadempienza dei consiglieri, che comporta la decadenza”.
Procedura che per Insogna doveva già essere stata attivata. “Per quanto ci consta, ella avrebbe già dovuto intervenire su situazioni conclamate, senza questa specifica richiesta, già negli anni precedenti”.
Insogna l’ha proposta, ma la richiesta l’hanno sottoscritta in undici. Compresi due consiglieri di maggioranza, Troili e Volpi (Pd). Insieme a Moltoni, Frontini, Marini, Ubertini, Santucci, Grancini, Micci e Galati.
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