Viterbo – Il comune come Trenitalia.
Dopo un’ottima stagione in serie D la Viterbese è stata promossa in lega Pro ed è campione d’Italia dilettanti in carica, ma questa è cosa ormai nota.
Lo sanno ovviamente i tifosi, lo sanno i simpatizzanti ma anche le persone che non seguono direttamente le vicende calcistiche cittadine. Lo sa anche il sindaco Leonardo Michelini, che all’indomani della vittoria della poule scudetto non ha fatto tardare il suo messaggio personale alla formazione gialloblù.
“Viterbo – ha spiegato il sindaco il 9 maggio scorso – vuole ringraziare ufficialmente la squadra, lo staff tecnico e la dirigenza. Nei prossimi giorni inviteremo i gialloblu a palazzo dei Priori per un riconoscimento ufficiale, in onore dell’importante ritorno, dopo otto campionati, nel calcio professionistico della squadra della città”.
Niente di male verrebbe da dire, un normale ringraziamento a una società che ha vinto il suo campionato di competenza ed è andata a trionfare anche nella successiva postseason, lasciando alle spalle “squadrette” del calibro di Piacenza, Venezia, Parma, Sambenedettese e Siracusa.
La cosa strana è che il successo è datato 5 giugno, la Viterbese sta quasi per concludere anche il campionato in corso e di quella squadra che ha regalato il “double” campionato-poule scudetto sono rimasti solamente in dieci.
A nove mesi di distanza la celebrazione non è arrivata e l’argomento “Celebrare la Viterbese campione d’Italia” è ancora inscritto tra gli ordini del giorno del consiglio comunale (il prossimo avrà luogo tra il 15 e il 16 marzo).
Un “leggero” ritardo che per certi versi è addirittura inspiegabile, per una riconoscenza dovuta ma che a questo punto non avrebbe nemmeno più senso.
Samuele Sansonetti
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