Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Furto con esplosivo al bancomat - L'uomo ferito al volto dalla deflagrazione è in terapia intensiva ed è stato sottoposto a interventi chirurgici - Dopo il colpo non andato a buon fine è stato abbandonato dai complici davanti Belcolle - Ieri due camper accampati fuori il parcheggio dell'ospedale, identificate le persone a bordo poi fatte allontanare

Il bandito ustionato e con il palato sfondato

Condividi la notizia:

Ospedale di Belcolle - La palazzina di malattie infettive - Un'auto della polizia

Ospedale di Belcolle – Un’auto della polizia

Viterbo – Colpo fallito a Narni, si indaga anche nella Tuscia. Intanto ha subito un primo intervento di ricostruzione del palato e versa sempre in gravissime condizioni il bandito ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Belcolle sabato scorso dopo essere stato scaricato, verso le 3 di notte, al pronto soccorso da un’auto che si è subito data alla fuga. A bordo quattro individui, tutti a volto coperto tranne il ferito, il cui volto era ridotto a una maschera di sangue. 

L’uomo, di nazionalità italiana, è stato raggiunto in pieno volto e anche all’addome dalla deflagrazione dell’esplosivo che, nelle intenzioni della batteria di ladri, avrebbe dovuto far saltare il bancomat di un istituto di credito di Narni, la Banca Marche di via Tuderte. Oltre allo sfondamento del palato, il ferito, tuttora in terapia intensiva, avrebbe riportato anche profonde ferite e ustioni alla fronte e alla calotta cranica e dovrà essere sottoposto ad altri interventi chirurgici. Piantonato giorno e notte dai carabinieri, non sarebbe comunque in pericolo di vita.

Si tratta di un ventenne di San Carlo Canavese, in provincia di Torino, identificato dai militari in base alla dinamica dei fatti, ai vestiti e all’auto utilizzata dai complici per abbandonarlo al pronto soccorso, un’Audi A3 station wagon. La stessa usata come ariete – in base alle immagini della videosorveglianza – per infrangere le vetrine della banca. Secondo quanto ricostruito dai militari, sarebbero entrati in azione in quattro, tutti incappucciati. Dopo aver utilizzato l’auto in retromarcia, il gruppo si sarebbe scagliato contro le vetrine della banca con delle mazze ferrate. Il ventenne avrebbe quindi attivato l’esplosivo, quasi sicuramente della polvere da sparo, che lo ha però investito in pieno proiettandolo a diversi metri di distanza, come si vede dai fotogrammi delle telecamere. Subito dopo il giovane, che ha dei precedenti, è stato recuperato dai suoi complici e caricato a bordo dell’auto che si è data alla fuga.

All’ospedale di Belcolle, nel frattempo, si sarebbe recato a trovarlo una coppia, residente in provincia, sentita dai carabinieri che indagano sulla banda. E’ infatti da chiarire se il quartetto si sia mosso o meno dal Viterbese per mettere a segno il colpo finito male. Tra i componenti ci sarebbe anche un fratello della vittima. I visitatori avrebbero riferito di avere ricevuto una telefonata da Torino da parte di un cugino del ventenne, il quale avrebbe chiesto loro di verificare se si trattasse del congiunto e le condizioni di salute, dicendo che era rimasto vittima di un incidente, senza però fornire altri particolari. Solo una volta giunti al Belcolle, avrebbero saputo che si era trattato di una tragedia sfiorata in seguito a un tentato furto in banca. Una versione che avrebbe trovato riscontro nelle telefonate ricevute sui cellulari.

Ieri, intanto, un paio di camper si sono piazzati fuori Belcolle, accampandosi nel parcheggio per assistere l’uomo.

Identificati dalla polizia, sono stati fatti allontanare nell’area camper.


Condividi la notizia:
22 marzo, 2017

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/le-strane-pose-di-milo/