Viterbo – (g.f.) – La maggioranza inciampa sulla tassa di soggiorno.
La giunta propone di abbassare la tariffa riservata a gruppi con più di venti persone, un taglio del 50 per cento, ma in commissione la proposta è bocciata. Nel centrosinistra al momento del voto Maria Rita De Alexandris (Viva Viterbo) non c’è e Arduino Troili (Pd) dice no. Finisce pari. Cinque a cinque. Ovvero, respinta.
Troili è piuttosto critico. Più che sulle modifiche proposte, sull’intera imposta. “Con i 200mila euro incassati nel 2016 – chiede Troili all’assessora Perà – che ci abbiamo fatto? Io non lo so e se ci abbiamo fatto qualcosa, la gente non lo sa”. Quindi il suo no insieme a tutta la minoranza. Da quella parte, dubbi sulla variazione proposta.
“Acqua fresca”, la bolla Sergio Insogna (Gal). Non cambia nulla, cioè. Serve a poco. Gianmaria Santucci (Fondazione) fa due conti veloci: “Andate a togliere 60 centesimi a cliente. Mi domando quanti siano questi gruppi. Mi pare una modifica che non incide”.
Di contro, Paolo Moricoli (Mo.Ri.) propone una revisione generale, semplificando l’imposta, da applicare in percentuale, rispetto alle fasce odierne e Luigi Maria Buzzi (FdI) preannuncia in consiglio comunale un emendamento.
Il taglio per i gruppi, invece, poco o tanto, per l’assessora Perà ha un senso. Sono le strutture ricettive cittadine ad averla chiesta. La delibera bocciata prevede anche l’innalzamento dell’esenzione 16 anni e anche per autisti e guide, con l’adozione da parte di tutti gli alberghi e b&b del software per la gestione della tariffa.
La commissione è contraria, ma tanto la partita vera si gioca in consiglio comunale.
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