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Viterbo - Economia - Parla Fortunato Mannino, eletto segretario della Cisl all'unanimità

“Inclusione sociale, lavoro, sanità e termalismo”

di Paola Pierdomenico
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Viterbo - Il congresso della Cisl

Viterbo – Il congresso della Cisl

Viterbo - Il congresso della Cisl

Viterbo – Il congresso della Cisl

Viterbo - Il congresso della Cisl

Viterbo – Il congresso della Cisl

Viterbo - Il congresso della Cisl

Viterbo – Il congresso della Cisl

Viterbo - Il congresso della Cisl

Viterbo – Il congresso della Cisl

Viterbo - Il congresso della Cisl

Viterbo – Il congresso della Cisl

Viterbo – “Inclusione sociale, lavoro, sanità e termalismo”. Fortunato Mannino, eletto all’unanimità alla segreteria della Cisl, al congresso di venerdì alle Terme dei Papi, fa sue queste battaglie.

E’ pronto a lottare, con la collaborazioni di istituzioni e altri sindacati, per far rinascere la provincia. Scongiurato l’accorpamento con Rieti l’organizzazione sindacale è pronta a fare la sua parte.

All’incontro, erano presenti, tra gli altri, il segretario confederale Cisl Giuseppe Farina, il segretario regionale Andrea Cuccello, poi i segretari provinciali di Latina e Frosinone, quello nazionale della Fisascat Pierangelo Raineri. C’erano anche Alessandro Mazzoli, Antonio Delli Iaconi, Daniele Sabatini ed Enrico Panunzi e i segretari di Cgil e Uil. Oltre 150 persone tra delegati e ospiti.

“Il XVIII congresso della Cisl – spiega Mannino – non era poi così scontato che si facesse. Negli ultimi due anni e mezzo, infatti, era in atto un percorso di riorganizzazione territoriale con Roma, che doveva essere il fulcro, e in cui Viterbo e Rieti sarebbero state accorpate.

Una decisione che, secondo noi e la confederazione tutta, avrebbe svilito il ruolo del sindacato sul territorio. Si è tornati indietro e si è certificato che la Cisl Viterbo è autonoma a tutti gli effetti, anzi, ha ricomposto la sua segreteria e, con me, sono stati eletti Mario Malerba, che viene dalla funzione pubblica, ed Elisa Durantini che viene dalla Fit. Ora si parte”.

Quali le azioni sindacali da mettere subito in atto?
“Le infrastrutture che sono la nota dolente della nostra provincia e che, in qualche modo, ci isolano, bloccando lo sviluppo turistico. Abbiamo meraviglie, invidiate in tutto il mondo, come per esempio, Civita di Bagnoregio, ma anche musei e paesaggi unici, che però non vengono sfruttati per creare indotto e quindi lavoro”.

Un quadro triste…
“Il 12 per cento dei lavoratori è impiegato nell’agricoltura, su una popolazione di circa 320mila abitanti ci sono oltre 84mila pensionati, la disoccupazione giovanile supera il 40 per cento e quella generale è al 13,5%… Che dire, dunque. La nota positiva è che la nostra autonomia servirà appunto ad affrontare al meglio queste questioni”.

In che modo?
“Vogliamo confrontarci con le istituzioni e cercare soluzioni. Soluzioni per esempio per l’agricoltura che non è valorizzata come dovrebbe, perché manca un’industria di trasformazione. Le aziende non voglio investire per la scarsa rete viaria e perché non ci sono servizi. In tutto questo, le istituzioni dormono e pensano a litigare, senza tenere conto delle difficoltà dei cittadini.

La gente è abbandonata a sé stessa, la fiscalità locale è al massimo eccetto qualche rara eccezione, come Montalto, Piansano e Bagnoregio, e il potere di acquisto di pensioni e salari è eroso. Questi soldi, oltretutto, dovrebbero tornare ai cittadini sotto forma di servizi e invece, il più delle volte, servono magari per aggiustare i bilanci. Non è giusto”.

Cosa pensate di fare?
“Insieme a Cgil e Uil organizzeremo una serie di incontri per trovare un terreno comune su cui lavorare. La provincia sta scendendo in maniera vertiginosa sulla scala della qualità della vita e nessuno fa nulla”.

Parliamo di sanità.
“E’ nostra la battaglia sulle liste di attesa. Qualcosa di positivo è stato fatto, ma non basta e dobbiamo arrivare a una riduzione drastica dei tempi e quindi a cancellare la mobilità passiva per far sì che le nostre eccellenze vengano esaltate come meritano. La Asl, però, sfugge al confronto che, invece, potrebbe essere costruttivo perché abbiamo le nostre proposte su come intervenire e vogliamo solo contribuire al miglioramento di certe situazioni per i nostri cittadini. L’augurio è che anche la politica torni indietro dal delirio di onnipotenza e cerchi il dialogo”.

Se le dico, invece, termalismo?
“Abbiamo una ricchezza enorme e, invece, siamo ancora a “caro amico”. Il Comune ha fatto lo studio Piscopo, molto interessante, su come dovrà essere distribuita l’acqua, ma non è sufficiente. Vogliamo capire quali e quante siano le aziende che vogliono investire su questo settore e magari eliminare difficoltà a partire dallo snellimento della burocrazia.

L’unico progetto approvato è stato quello del Paliano, però, ce ne sono altri. Diamo gambe a una rete termale perché questo settore deve trainare l’economia della provincia. E invece siamo in ritardo, e i nostri  giovani se ne vanno, chi sposa non fa più figli… Non voglio essere troppo negativo, ma questo è il quadro socio-demografico della Tuscia. Diamo un’inversione di tendenza. La Cisl è pronta a metterci il suo, naturalmente con la collaborazione di tutti, perché dalle crisi si esce insieme. Bisogna fare rete, altrimenti la provincia è destinata a non decollare”.

Col Comune come vanno le cose?
“Difficile a dirsi, perché non c’è rapporto. Hanno approvato il bilancio e non ci hanno nemmeno consultati. Spero si possa recuperare per lavorare in sinergia, specie su occupazione, povertà e inclusione sociale. Si potrebbero vedere insieme le spese di bilancio per dirottarle sullo sviluppo. La politica deve tornare a concertare perché il nostro contributo va ascoltato”.

In cosa quindi si deve cambiare?
“Avremmo avuto il piacere di essere convocati per capire il progetto per la città. Si è preferito invece scegliere un’altra strada, sicuramente avranno fatto le scelte giuste… o almeno, speriamo”.

E’ stato rieletto all’unanimità.
“E’ stata una soddisfazione perché vuol dire che la Cisl è coesa e la mia elezione lo dimostra. C’è un grande impegno da parte di tutte le categorie a lavorare in sinergia, affrontando insieme i problemi e non solo dei singoli comparti, ma in generale. Ci sono, inoltre, numerosi giovani alla guida delle categorie importanti: Elisa Durantini dell’83, che ora è entrata nella segreteria, e che stava alla guida della Fit, ne è un esempio.

La Cisl, in generale, e in particolare quella di Viterbo sta guardando ai giovani che devono essere coinvolti perché sono gli unici in grado a poter governare il cosiddetto processo dell’industria 4.0”.

Che segno vuole dare al suo mandato?
“L’elezione all’unanimità mi sprona a cercare soluzioni per le questioni poste dalle diverse categorie. Farò da coordinatore tra giovani e meno giovani, perché ci deve essere un giusto connubio tra queste due esperienze che rappresentano, in entrambi i casi, un arricchimento. Mi impegnerà a portare a termine le linee guida del congresso: sviluppo, inclusione sociale, lavoro, sanità e turismo. Vogliamo – conclude Mannino – che la nostra provincia torni a splendere”.

Paola Pierdomenico


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27 marzo, 2017

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