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Anche tu redattore - Vetralla - Alessandro Anniballi sulla rotatoria installata lungo la Cassia

“La Botte, una ‘rotondina’ adatta alla città di Barbie”

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Vetralla - La rotatoria lungo la Cassia

Vetralla – La rotatoria lungo la Cassia

Vetralla – Riceviamo e pubblichiamo – Ed ecco che anche Vetralla ha le sue rotonde.

Nella ricca e lussureggiante Tuscia, terra sacra ad Apulu (l’Apollo dei romani), segnata da secolari e umide forre, dove la notte ondeggiano ombre etrusche e fauni danzanti, altre misteriose gemme compaiono oggi: le rotonde, figlie di una intelligenza viaria che gli stessi romani ci avrebbero invidiato.

Tali razionali esempi, emanazione di un ambiguo slancio pedagogico, vanno ad arricchire il folto e unico panorama urbanistico italiano concepito negli ultimi cinquanta anni e tanto invidiato dai paesi del nord.

La moltiplicazione delle rotonde sembra essere diventata un virus che ha contagiato l’Italia intera. Come potevano mancare anche a Vetralla nel tratto La Botte-Cura?

Finalmente anche il piccolo centro ha le sue belle rotonde. Straordinaria soluzione che di certo favorirà la fluidità del traffico già tanto problematico in questo tratto.

Secondo quale criterio logico, inerente a una razionale viabilità, sono stati concepiti tali gioiellini? Nessuno. Si percorre l’antica Cassia che giorno dopo giorno perde pezzi di manto stradale, al punto che le vetture ballonzolano pericolosamente e accelerano il loro fine vita in modo esponenziale.

Ma d’improvviso ecco una zuccherosa rotondina, all’altezza del bivio della Botte. Nuova di zecca che sembra più un accessorio per la città di Barbie che per una statale come la Cassia.

Mi ricorda quelle ceramiche kitsch, di bassa fattura, poste surrealmente sopra il centrino sul tavolo di una baracca del Casilino negli anni ’70, messe là quasi per nobilitare il disgraziato luogo.

E allora ecco che nelle ore di punta la lunga processione di macchine e automezzi segue un moto processionale, a passo di mezzo uomo, che permette di conversare amenamente con il collega automobilista della corsia opposta, di fumarsi una sigaretta con l’amico che incontri sul triste cammino e a cui puoi finalmente dedicare l’imprevisto momento “ludico”.

Intanto il povero autista del bus Cotral chiama a raccolta, tra spruzzi di bile e imprecazioni, tutti gli dei dell’Olimpo. Infatti le misure della graziosa rotonda (pur se i responsabili dicono di aver studiato e garantito le misure regolamentari) sono talmente minime da rendere ardua e pericolosa la curva che il malcapitato autista e i disgraziati deportati del pendolarismo si trovano ad affrontare.

Ma nell’attesa si può sempre improvvisare un barbecue o approfittare, per consumare una comoda colazione al vicino bar, mentre il disgraziato conducente combatte con marce indietro, marce in avanti, ritorni, frenate.

Tutto questo con l’aiuto provvidenziale di qualche passante che grida consigli: “Ahò no, un po’ più indietro, no, no fermate. Adesso sterza tutto a destra e vai. Aspetta, aspetta. Devi tornà indietro!”

Il tempo passa e tutti noi aspettiamo, imprecando, conversando, mentre le signorine possono comodamente rifarsi il trucco e rimodellarsi i capelli. Et le temps passe!

Alessandro Anniballi


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21 marzo, 2017

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