Tarquinia – Mazzola continua ad avanzare proposte capestro sul futuro dei consorzi di bonifica.
Dopo aver collezionato l’ennesima brutta figura per le dichiarazioni rilasciate in provincia, dove affermava che i consorzi andavano chiusi, il sindaco di Tarquinia è tornato sull’argomento con una nuova dichiarazione: “I consorzi andrebbero assorbiti dalle province”.
Non c’è due senza tre! Innanzi tutto spieghiamo a Mazzola la natura giuridica dei consorzi: sono enti pubblici autonomi gestiti dalle amministrazioni che eleggono i consorziati, i quali, a loro volta, hanno a totale carico i costi del personale, le spese di amministrazione e il funzionamento del servizio di irrigazione.
La manutenzione della rete demaniale idraulica minore (fossi principali ed i suoi affluenti) viene invece effettuata dagli stessi per conto della regione.
Ad oggi la giunta Zingaretti ha deciso di commissariare i consorzi di bonifica, favorendo gli accorpamenti, con conseguenti riduzioni da dieci a quattro unità. Quindi, nominando un commissario ad acta, il consorzio della Maremma etrusca si ritrova ad essere inglobato insieme all’Agro Romano e a Pratica di Mare.
Il sindaco di Tarquinia, ormai in preda alla poca lungimiranza che da tempo lo contraddistingue, avanza la proposta di far assorbire questi enti dalla provincia dimenticandosi tuttavia che le stessa è stata svuotata da certe competenze e dai relativi fondi.
La proposta porterebbe i consorzi di bonifica a sottomettersi a un caporalato politico che negli ultimi anni ha fallito anche con i servizi indispensabili come quelli della manutenzione delle strade, delle scuole e delle acque (vedi Talete).
Ricordiamo al sindaco Mauro Mazzola che la sua provincia ha stipulato una convenzione proprio con i consorzi di bonifica, in base alla quale gli stessi si impegnano a collaborare, qualora se ne ritenesse necessario, per la realizzazione di lavori attinenti alle loro competenze: dalla pulizia dei fossi alle manutenzioni ordinarie, ricevendo in cambio, al termine dei lavori svolti, il rimborso delle spese sostenute.
Vogliamo sapere perché, in funzione di questo, la provincia non ha mai tenuto in considerazione la convenzione, continuando invece ad affidare lavori solo ed esclusivamente ai privati.
Il sindaco sbandiera ai quattro venti di aver aiutato il consorzio di bonifica nei momenti di difficoltà, cosa che non ci risulta, anche perché le insolvenze degli stipendi sono molto spesso legate ai ritardi nei trasferimenti dei pagamenti da parte della regione o della provincia, amministrata dal Pd, cioè dal partito dello stesso Mazzola, per lavori che sono già stati eseguiti.
Ad oggi, caro sindaco, il consorzio di Bonifica è stato sovvenzionato quasi interamente dai suoi consorziati, e inoltre tutte le spese sostenute nei 13 comuni del comprensorio della Maremma etrusca sono state pagate solo ed esclusivamente con i ruoli dei comuni di Tarquinia, Montalto di Castro e Civitavecchia.
Inoltre, prima di affermare che i consorzi sono politicizzati, bisognerebbe analizzare bene il caso delle Asl (dirigenti e dottori). Sia ben chiaro, secondo il nostro pensiero, ogni cittadino deve essere libero di fare politica, non solo dove vuole e conviene al Pd.
I consorzi di bonifica sono e rimangono una risorsa per il territorio, la politica non può e non deve intervenire vanificando quanto creato nel passato ma, al contrario, deve pianificare un futuro più roseo, che possa prima di tutto rilanciare la nostra economia.
Pietro Serafini
Consigliere comunale di Tarquinia
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