Viterbo – Ricerca, bilancio e innovazione telematica. L’università della Tuscia continua a migliorarsi. E lo fa su più fronti.
Nelle ultime settimane l’ateneo viterbese ha raggiunto tre importanti traguardi che il rettore Alessandro Ruggieri ha illustrato stamattina alla stampa.
Primo tra tutti il bilancio consuntivo del 2015, il primo nella storia dell’università ad adottare un sistema di contabilità economico-patrimoniale, come quello di un’azienda privata seppur con altre finalità. Poi c’è l’eccellente piazzamento in materia di qualità della ricerca. E, infine, la dotazione della fibra ottica per una linea internet sempre più veloce a servizio del personale e degli studenti.
“Riuscire ad approvare un bilancio unico di tutti i profili delle strutture che compongono l’ateneo non è stato un lavoro semplice – spiega il rettore Ruggieri -, ma ci siamo riusciti. Ora l’università della Tuscia gestisce la sua contabilità al pari di un privato e, particolare da non trascurare, il 2015 si è chiuso con 4,8 milioni di euro di utili”.
Un passaggio necessario, quello al bilancio unico di ateneo, ma non per questo scontato. “E’ un cambiamento che risponde alla riforma Gelmini – aggiunge il direttore generale Vincenzo Sforza – e che abbiamo saputo gestire in maniera ottimale. I flussi di cassa, ovvero la differenza tra le entrate e le uscite, sono positivi e tutto questo senza togliere nulla all’offerta formativa. Anzi, tutt’altro”.
Soddisfatti anche il dirigente Paolo Ceccarelli e la responsabile del settore Trasparenza Alessandra Moscatelli che sottolineano come l’obiettivo è stato portato a casa “incrementando i servizi annessi alla didattica e razionalizzando le spese dove si poteva”.
Ma ciò che rende fiero ed orgoglioso Alessandro Ruggieri di essere al vertice dell’ateneo della Tuscia è senza dubbio il piazzamento nelle classifiche sulla ricerca.
“Sono stati valutati circa seicento nostri prodotti tra pubblicazioni, libri e quant’altro – spiega il rettore -. Nella classifica generale, che conta oltre 90 strutture tra università ed enti di ricerca, l’Unitus è al quindicesimo posto. Prima di noi c’è solo la Bocconi, il Politecnico, la Normale di Pisa e pochi altri. Nel Lazio siamo i primi”.
Questo per quanto riguarda uno sguardo d’insieme. Se si scende nel particolare, poi, i risultati sono ancora più brillanti.
“Per quanto riguarda le scienze agrarie – prosegue Ruggieri – siamo i migliori tra quelle di medie dimensioni. Siamo primi in fatto di reclutamento di professori in determinate aree didattiche. In ognuna delle diverse fasce prese in esame abbiamo ottenuto miglioramenti rispetto alla valutazione precedente. E, infine, in nessuna categoria figuriamo ai piani bassi della classifica”.
Insomma un miglioramento netto e costante, per il quale però il rettore non si prende tutti i meriti. “Gli anni valutati vanno dal 2011 al 2015 – precisa – quindi l’inizio del percorso era stato fatto dal mio precedessore. Il mio grazie, dunque, oltre che a tutto il personale va anche a chi mi ha preceduto: il professor Marco Mancini”.
Infine il progetto della fibra ottica. Un passo importantissimo che fa da aprifila per Viterbo e per tutta la provincia.
“Da qualche settimana – annuncia il rettore – la rete internet di tutte le nostre strutture viaggia sulla fibra ottica. Compresa la scuola allievi sottufficiali che di fatto è diventata una sorta di nostro prolungamento. Anche questo è un traguardo importante perché è sulla rete che viaggia la ricerca e più lo fa velocemente, meglio è per tutti”.
I lavori di implementazioni, seguiti dal tecnico Maurizio Menicacci, che ha alle spalle un’esperienza ventennale all’interno dell’Unitus, hanno consentito anche un risparmio economico non indifferente.
“Oltre a viaggiare velocissimi su internet – spiega Menicacci – abbiamo evitato un’inutile spreco di denaro. Basti pensare che il progetto è costato circa 116mila euro e ha una durata di 15 anni, compresa la manutenzione. Prima spendevamo 75mila euro all’anno per andare cento volte meno veloci ed avere un servizio molto più scadente”.
La fibra ottica, in questo modo, è di proprietà dell’Unitus e non più legata a gestori terzi. Questo fa sì che anche altre istituzioni, se lo vorranno, potranno beneficiarne appoggiandosi alla rete già installata in città.
Francesca Buzzi
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