Viterbo – Trappist (acronimo per Transiting Planets and Planetesimals Small Telescope) è un telescopio belga con cui M. Gillon e altri hanno scoperto questi sette pianeti ruotanti attorno a una stella nana rossa (tutto il sistema entra in un diametro di soli 10 milioni di Km).
Purtroppo possiamo scovare questi esopianeti solo se le loro orbite sono allineate con noi (di pochi gradi rispetto a 180 possibili) e quindi permetterci di rilevare le variazioni di luce della stella madre nei loro transiti.
Siamo in grado di calcolare così la distanza, il periodo di rotazione ed il raggio del pianeta, mentre per la massa entra in gioco anche la risonanza gravitazionale con gli altri pianeti.
Ora con l’Hubble (1,9mt) si tenterà di andare a sondare le loro atmosfere, anche se l’impresa è molto ardua. Certo nel 2018 si lancerà il J.Webb Space Telescope (JWST) da 6,5mt, sofisticato e sensibile nell’infrarosso, col quale si spera di trovare di più; e poi ci sarà (forse dal 2024) l’European Extremely Large Telescope (E-ELT) con ben 39 mt.
Sono pianeti che ruotano intorno alla stella in meno di 10 giorni, praticamente senza stagioni, e probabilmente rivolti sempre verso la stella… per raggiungerli con una sonda-robot veloce, da 50 mila Km/h ci vorrebbero almeno 1000 anni, senza danni.
Per mandare l’uomo… ci vorrebbero generazioni e scorte di cibo e carburante … con masse/pesi insopportabili.
Dista solo 39 anni luce: 78 anni per avere una risposta da un alieno se vedesse un nostro segnale elettromagnetico (che dura poco) e fosse in grado di rispondere! Viaggiare nel tempo pare che non si possa fare: la quantistica dice che uno stesso stato non si ripete mai allo stesso modo… allora forse ci sono scorciatoie nello spazio … ma la nostra biologia le potrebbe sopportare?
Possiamo, si, scomporre elementi e strutture per poi ricombinarli, ma con la vita? Con i pensieri e la coscienza? Un futuro teletrasporto alla startrek invia cose a distanza, ma un essere vivente una volta destrutturato … non può più essere “vivente”, ma solo essere “restrutturato” morto.
Il genere umano spera in altri mondi possibili e lontani, perché questo in cui viviamo non basta più. Questo straordinario pianeta, la Terra, con la sua storia evolutiva stupefacente, non riusciamo più a preservarlo… ma chi lo ha deciso?
Qualcuno di voi non vuole più abitare sulla Terra? Per questo possiamo continuare a inquinarla? Conviene essere virtuosi, liberi e magari un domani riusciamo pure ad andare… lontano.
Paolo Candy
Direttore Osservatorio Astronomico dei Cimini
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