Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Zero coinvolgimento. Il Pd chiude l’ultimo mandato elettorale senza alleati. Dopo la rottura con i Mo.Ri, Mazzola e i suoi cinque compagni di partito rimangono soli, nominando una giunta composta per intero da tesserati Pd e disattendendo così la volontà della popolazione tarquiniese che nella scorsa tornata elettorale aveva votato una coalizione rivelatasi nel tempo improduttiva e concentrata solo sui giochi di poltrona.
Zero occupazione. Questa amministrazione non è riuscita a creare posti di lavoro, pur avendone promessi, in campagna elettorale, ben 5000. Il fallimento politico dei settori turismo, agricoltura, commercio, sviluppo e lido ha reso debole il territorio e gli imprenditori stessi.
Zero turismo. Le presenze turistiche degli ultimi cinque anni dimostrano che La città decresce di anno in anno. Tarquinia è diventato un paese fantasma.
Zero promozione. Tarquinia non è riuscita ad internazionalizzare la propria immagine. Forse i nostri amministratori non hanno capito come si fa promozione e quanto questa sia fondamentale per raggiungere obiettivi importanti.
Zero riduzione delle tasse. Le tasse sono e rimangono il nodo dolente di questa amministrazione: Irpef, Tari, Imu e passaggio del servizio idrico a Talete. Aumenti non giustificati da chi ha scambiato il cittadino per un salvadanaio da svuotare.
Zero rinnovamento. Non vogliono lasciare le poltrone, sono sempre loro e da anni. Li ritroveremo tutti candidati (nemmeno con la pensione lasciano spazio ai giovani; e non solo di altre correnti politiche, ma anche del loro stesso partito).
Zero parcheggi. Pur avendo lavorato su un piano parcheggi da anni, non sono riusciti a creare un solo posto auto in più, mettendo in seria difficoltà la viabilità e lo sviluppo del nostro paese; ciliegina sulla torta via delle Croci: troveremo l’ennesimo piano integrato che priverà la nostra comunità di una delle aree più idonee per la realizzazione di un parcheggio.
Zero interventi al lido. Un lido sempre più abbandonato a se stesso. Bastava destinare una parte delle risorse che il lido produce con il gettito Imu per riuscire a programmare la rinascita di una località balneare che avrebbe generato occupazione e turismo. L’ultima uscita su Porto Clementino ha il sapore di una vera e propria presa di coscienza di non aver fatto ciò che si poteva fare.
Zero programmazione. Scelte personalistiche hanno portato le associazioni di categoria ad allontanarsi dalla vita amministrativa del nostro paese. Questo traspare da un programma degli eventi piatto e poco coinvolgente.
Zero piano regolatore. Troppo spesso abbiamo sentito il nostro sindaco Mazzola riempirsi la bocca del Pucg e, pur avendo individuato la figura giusta nel nome di un luminare come Cervellati, è riuscito a disattendere le vecchie promesse elettorali. Il campo da golf rimane a 9 buche; San Giorgio è peggiorata nel tempo e sempre di più da quando si è insidiato ‘’l’amico in Comune’’; il piano quadro del lido è scaduto e ci ritroviamo con un paese che sotterra la possibilità di creare sviluppo.
Zero promesse mantenute. L’unico ‘’en plein’’ di questa ormai vecchia amministrazione è sul vecchio programma elettorale che disattende tutti gli impegni che Mazzola ed i suoi avevano promesso alla cittadinanza. I famosi ‘’nuovi orizzonti’’ sono diventati ‘’malinconici tramonti’’ di una politica ormai arrogante dove le competenze scarseggiano in ogni settore.
La verità è che di zero ce ne sarebbero molti altri. Preferiamo però fermarci qui, pensando che ciò sia più che sufficiente per motivare l’urgenza di cambiamento.
Tarquinia può e deve ripartire da una nuova classe politica, lasciando definitivamente indietro chi ha amministrato (male) il paese negli ultimi 10 anni.
Pietro Serafini
Consigliere comunale d’opposizione
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