Civita Castellana – Vigile contro nonno, sta diventando un classico dal nord al sud della provincia. E’ di pochi giorni fa l’assoluzione di un ottantenne di Grotte di Castro, accusato di oltraggio e minacce a pubblico ufficiale nei confronti di un poliziotto della municipale cui aveva dato dell’assassino. Ieri è stato invece rinviato a giudizio dal gup Francesco Rigato un altro anziano, anche lui ottantenne, residente stavolta in un centro del comprensorio di Civita Castellana, che un vigile lo avrebbe mandato direttamente a quel paese. E non una volta sola.
I fatti risalgono a un paio di anni fa. L’anziano, passando in macchina davanti a un posto di blocco della municipale, avrebbe aperto il finestrino e gridato all’indirizzo dei vigili urbani un sonoro “Vaff….”. Dopo di che, non contento della bravata, sarebbe ripassato, facendo il bis. I poliziotti, che la prima volta avevano fatto finta di non vedere, al secondo passaggio lo hanno bloccato, identificato e denunciato per oltraggio. Ieri il rinvio a giudizio dell’anziano da parte del gup Rigato. Il vigile nel frattempo non ha perdonato e si è costituito parte civile in vista del processo, che comincerà però soltanto nel marzo del 2018.
A Grotte di Castro tutto era cominciato quando un vigile aveva strappato la locandina che ironizzava sulla polizia municipale dalla bacheca di Alleanza nazionale. Era il 29 aprile 2013. “Birbaccione, delinquente, assassino che hai sparato a uno in faccia e sei scappato”, ha urlato l’anziano al vigile urbano davanti a tutti in piazza Umberto I. Poi gli avrebbe messo un dito sotto la gola, sventolandogli il bastone davanti alla faccia. I carabinieri hanno portato il nonnetto in caserma e il vigile lo ha denunciato. “Non voglio soldi, voglio che l’imputato venga punito”, ha ribadito in aula il vigile urbano, escludendo il ritiro della querela in cambio di un eventuale risarcimento. Il pubblico ministero ha chiesto una condanna a tre mesi. Il giudice Cialoni, dopo una breve camera di consiglio, ha riqualificato il reato da oltraggio e minacce a pubblico ufficiale in ingiurie. Reato depenalizzato. Quindi ha prosciolto l’ottantenne.
Per sapere la sorte che toccherà al coetaneo c’è da spettare.
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