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Viterbo - Il vescovo Lino Fumagalli in tribunale per la benedizione di Pasqua - Parla a magistrati, avvocati e personale

“Anche l’imputato va rispetto”

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Tribunale - Il vescovo Lino Fumagalli e la presidente Maria Rosaria Covelli

Tribunale – Il vescovo Lino Fumagalli e la presidente Maria Rosaria Covelli

Tribunale - Il vescovo nell'aula di corte d'assise per la benedizione di Pasqua

Tribunale – Il vescovo nell’aula di corte d’assise per la benedizione di Pasqua

Tribunale - La presidente Maria Rosaria Covelli, il giudice Rita Cialoni e il procuratore capo Paolo Auriemma

Tribunale – La presidente Maria Rosaria Covelli, il giudice Rita Cialoni e il procuratore capo Paolo Auriemma

Tribunale - Il vescovo nell'aula di corte d'assise per la benedizione di Pasqua

Tribunale – Il vescovo nell’aula di corte d’assise per la benedizione di Pasqua

Tribunale - Il vescovo Lino Fumagalli, la presidente Maria Rosaria Covelli e il giudice Ettore Capizzi

Tribunale – Il vescovo Lino Fumagalli, la presidente Maria Rosaria Covelli e il giudice Ettore Capizzi

Tribunale - Il presidente dell'ordine degli avvocati Luigi Sini e l'avvocata Claudia Polacchi

Tribunale – Il presidente dell’ordine degli avvocati Luigi Sini e l’avvocata Claudia Polacchi

Viterbo – (r.s.) – “Anche l’imputato va rispettato. E’ una persona, in cui va cercato il bene”. Il vescovo Lino Fumagalli parla a magistrati, avvocati e al personale del tribunale di Viterbo. L’occasione, la benedizione pasquale nell’aula della corte d’assise del palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino.

FotocronacaIl vescovo in tribunale per la benedizione – slide

“Grazie, perché tra mille difficoltà portate avanti un lavoro al servizio del bene comune, della collettività, anteponendo i vostri interessi personali”, dice Fumagalli. Ad ascoltarlo la presidente del tribunale Maria Rosaria Covelli, il procuratore capo Paolo Auriemma, giudici, pm e avvocati, tra cui il presidente dell’ordine di Viterbo Luigi Sini. “Le difficoltà che dovete affrontare non sono solo burocratiche e amministrative, ma dovute anche alle critiche e alla non collaborazione, che rendono il vostro lavoro più complicato”.

Il vescovo si sofferma poi sul valore della Pasqua. “E’ il mistero della vita donata – spiega Fumagalli -. Noi possiamo scegliere di vivere mettendo la nostra persona al centro, per interesse, tornaconto o fama, facendo dell’altro un concorrente o un mero mezzo per raggiungere i nostri scopi. Oppure vivere donandoci all’altro, pienamente. Giovanni Paolo II diceva: ‘La vita si ritrova nella misura in cui ci si apre, si perde invece quando ci si chiude in se stessi’. La Pasqua ci offre una prospettiva diversa, quella del dono. Donare ci rende sereni, anche quando non veniamo accolti”.

Infine il monito. “Ricordiamoci che l’altro è sempre un valore – conclude Fumagalli -. Anche gli imputati. Vanno rispettati, perché sono persone in cui dobbiamo ricercare il bene. Non è semplice, lo so, ma dobbiamo mettercela tutta”.

A fare gli onori di casa, la presidente del tribunale Maria Rosaria Covelli. “Grazie vescovo, per questo messaggio di pace e serenità”. Poi la benedizione.


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14 aprile, 2017

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