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Viterbo - Cna - Ieri il taglio del nastro dell'esposizione a palazzo Brugiotti - Subito dopo colloquio con due orafi artigiani del Viterbese

Forme e colori, più di trenta opere di artigianato in concorso

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Cna -Forme e colori

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Viterbo – Più di trenta opere di artigianato in concorso, i lavori delle scuole artistiche di Viterbo e di Civita Castellana e poi alcune manufatti fuori gara esposti a fianco agli altri.

E’ stata inaugurata ieri pomeriggio nella splendida cornice del museo della ceramica a palazzo Brugiotti, l’undicesima edizione di “Forme e colori della terra di Tuscia”, la mostra concorso organizzata dalla Cna di Viterbo e Civitavecchia.

A tagliare il nastro Lucia Maria Arena, presidente di Cna artistico e tradizionale, la segretaria Luigia Melaragni e il presidente Angelo Pieri. Con loro anche il presidente della fondazione Carivit, Mario Brutti, partner da sempre della manifestazione.

Le opere in concorso abbracciano tutti i campi dell’artigianato. Dai gioielli alla ceramica, dagli strumenti musicali ai suppellettili di arredamento, passando per le sculture di argilla. Pezzi unici curati nei minimi dettagli, esempio di come un qualsiasi oggetto di uso comune può diventare arte.

“Il futuro dell’artigianato è già qui – commenta la segretaria di Cna Luigia Melaragni -: il giusto connubio ta tradizione e innovazione. Queste opere sono la dimostrazione di cosa i nostri artigiani sanno fare ed è piuttosto chiaro che il livello di qualità cresce di anno in anno. Ogni mostra è migliore della precedente, ed è così ormai da undici anni”.

Soddisfatto della mostra concorso anche il presidente della fondazione Carivit, Mario Brutti.

“E’ un piacere partecipare – dice Bruti – perché da sempre la nostra fondazione crede nella creatività e nelle potenzialità degli artisti del nostro territorio. Sostenendo loro sosteniamo tutta la Tuscia”.

Presenti, per un saluto istituzionale, anche gli assessori comunali Antonio Delli Iaconi e Sonia Perà.

“Il nostro contributo – dichiara la Perà -, seppur minimo, è stato concesso con estrema convinzione. Anche se le difficoltà economiche degli enti in questi anni mettono a dura prova i finanziamenti, sappiamo quanto questa rassegna vale e ci teniamo a continuare a renderla possibile”.

Subito dopo l’inaugurazione e la presentazione delle varie opere a concorso, dislocate tra le ceramiche in mostra nel museo, si è tenuto un dibattito con due degli artigiani che partecipano al concorso: Armando Mortet e Pina Perazza.

Entrambi orafi, ma con un bagaglio culturale particolare e personalissimo, hanno raccontato un po’ della loro storia artistica soffermandosi sulle tecniche produttive, ma anche sulla passione e l’amore che quotidianamente li accompagna nella creazione dei gioielli.

“Vengo da una famiglia di cesellatori – racconta Mortet – che partirono da Firenze per poi stabilirsi a Roma e, infine, nel Viterbese, a Oriolo Romano. Il cavallo di battaglia della nostra bottega, che lavora dal 1890, sono le fontane di argento: vere e proprie sculture che ripropongono i monumenti delle piazze della Capitale per diventare preziosissimi centritavola”.

Originalissime anche le produzioni di Pina Perazza che nel suo percorso artigianale, tra le altre cose, è stata la prima orafa a creare gioielli di titanio, materiale particolare e molto duttile che, unito all’oro e alle pietre preziose, dà vita a monili eleganti e unici.

“Al contrario di Mortet – spiega Pina Perazza – io non ho seguito alcuna tradizione. Mi sono inventata questa professione da autodidatta e rubando con gli occhi in ogni posto in cui andavo: che fosse un museo, una città d’arte o la bottega di un artista. Il mio volermela cavare da sola mi ha instradato e portato a creare dal nulla una professione e un’arte”.

Il prossimo appuntamento di “Forme e colori della terra di Tuscia” è per il 5 maggio, alle 17,30, per un viaggio nel mondo della rilegatoria in compagnia di Lucia Maria Arena.

Le opere in concorso saranno in mostra al museo fino al 21 maggio.


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22 aprile, 2017

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