Viterbo – (g.f.) – Fiori e Fioroni a San Pellegrino in Fiore.
Inaugurata stamani la 31esima edizione dell’iniziativa che per quattro giorni, fino al primo maggio, veste a festa il centro storico di Viterbo e come di consueto, al taglio del nastro, autorità, politici, amministratori. A cominciare dal sindaco Leonardo Michelini, che con il prefetto Nicolò D’Angelo taglia il nastro a piazza del comune.
C’è pure Giuseppe Fioroni. Il deputato Pd nota subito un’assenza: “Dov’è Giacomo Barelli?”. Effettivamente, ci sono molti suoi colleghi, Ciambella, Ricci, Tofani, qualche consigliere, ma dell’assessore Viva Viterbo, nessuna traccia. Il parlamentare Pd avrà sentito, oltre a quello dei fiori, pure l’odore di qualche problemuccio nella maggioranza in comune.
Alle 11, l’apertura ufficiale, che però lo è solo in parte. Il maltempo ha condizionato gli allestimenti. Alcuni da ultimare, altri un po’ rovinati dalla pioggia battente.
Sotto piazza del Plebiscito, partenza che è un piacere. Quello Etrusco, con gli stand dell’iniziativa a cura della Camera di commercio. C’è il presidente, Domenico Merlani.
Esposizione di piante lungo via san Lorenzo e a piazza del Gesù. Sosta per un brindisi bene augurante. Per San Pellegrino in Fiore e Michelini magari, pure per la sua amministrazione, dopo i sussulti in maggioranza per l’uscita di Viva Viterbo.
Ne servirà più di uno e infatti, poco più avanti, secondo cin cin, stavolta in una bottega di prodotti tipici. Con uno spumante brut locale. Di buon auspicio. Al palazzo sede dei Servizi sociali, fiori e quadri. Bella iniziativa, ma una delle pittrici che espongono, Maria Rita Mogiatti, ha qualcosa di cui ridire: “Possibile che noi artisti dobbiamo chiedere accoglienza ai Servizi sociali e il comune non ci fornisce mai spazi adeguati?”. Bella domanda.
Cui non può rispondere, però, Daniele Sabatini. Il consigliere regionale fa da cicerone all’interno della struttura, con il sindaco e il prefetto. Vecchie rimembranze, dei tempi in cui era assessore al ramo. Parla a lungo, invece, Sabatini, con Fioroni. Ma più che del passato, magari si discorre del futuro.
A piazza della Morte, come sempre la fontana è un gioiello. Con o senza fiori. Gazebo lungo la strada, le lavandare al lavatoio intonano canti di un tempo e finalmente, piazza san Lorenzo.
Tutta un’altra musica. Allestimento sonoro. Riprodotti strumenti e diffusione di musica.
“Sobrio ma bello”. Il commento di Giuseppe Fioroni. A piazza san Carluccio, alberi e un percorso occupano gran parte dello spazio, quindi via san Pellegrino, libera, porta a piazza Scacciaricci, con una delle creazioni più originali dell’edizione numero 31. Fiori sospesi e lampade.
E poi, piazza san Pellegrino. Si chiude con un tocco di romanticismo. Fiori e cuori. Allestimento dedicato all’amore.
Il tempo di qualche foto e il giro inaugurale finisce qui. In attesa dei visitatori. Se sono rose, fioriranno.
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